venerdì 13 marzo 2015

I fedeli a Flavio


Premetto fin da subito che tutto quello che troverete in corsivo sono mie supposizioni personali

Quando ho pensato a questo blog avevo promesso a me stessa che non avrei mai scritto nulla di politico. Purtroppo, però, l'espulsione di Flavio Tosi dalla Liga Veneta – Lega Nord, il congresso di domani mattina a Verona della fondazione “Ricostruiamo il paese” e la spaccatura nel partito del Carroccio tra i fedeli di Salvini e quelli di Tosi sono argomenti che stanno facendo discutere parecchio nella bassa, dove sono molti i militanti legati al sindaco di Verona (più che in città). Perciò sarebbe stato sciocco da parte mia non fare almeno un accenno a questa situazione, anche in vista delle elezioni regionali del 31 maggio (data confermata oggi).

fonte: www.channel4.com 


L’annuncio dell’espulsione è arrivato alle 22.10 di martedì sera, attraverso una mail inviata a Tosi da Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, dopo settimane di incontri e litigi. Settimane seguite dai media come fossero puntate di una soap opera, dove Tosi era (ed è tuttora) descritto come un bambino frignone che faceva i capricci perché voleva andare lui in Regione al posto di Zaia, che per fare un dispetto alla Lega aveva fondato un proprio partito e che osava andare contro alcune linee di pensiero salviniane come, ad esempio, l’uscita dall’Euro. Il tutto condito da alcune balle (degne di politica da bar) e sentimenti di vendetta degli ex leghisti espulsi da Tosi. Un colpo duro per il sindaco di Verona, cacciato da un partito nel quale ha militato per ben 25 anni spendendo tempo e passione. Durante la conferenza stampa e nelle recenti ospitate televisive, lo si è visto molto provato e lui stesso non nasconde il rammarico. Articoli: "Tosi: «Non agirò per vendetta e stringerò alleanze coerenti»; ""Tosi: «Salvini dittatore butta a mare il Veneto»". Assieme a lui sono stati espulsi anche i leghisti più vicini, mentre altri hanno dato le proprie dimissioni dal partito per solidarietà. Balla da sfatare n.1: “I leghisti hanno imparato da quelli del Movimento 5 Stelle per le espulsioni”. No, è il contrario, le espulsioni sono sempre state presenti nella Lega (le hanno usate Bossi, Maroni, Salvini e, come ho detto sopra, anche dallo stesso Tosi) ed in tutti i partiti di questo mondo.

fonte: corrieredelveneto.corriere.it

In realtà, la cacciata è l’epilogo finale di una situazione ben più complicata che dura da quasi un anno e mezzo. Tutto ha inizio nell’ottobre 2013 a Mantova, quando Flavio Tosi presenta la fondazione “Ricostruiamo il paese”, con lo scopo di organizzare le primarie nel centrodestra nazionale creando una rete di comitati provinciali denominati “fari” creando, di fatto, un progetto politico parallelo alla Lega e candidandosi come leader. La cosa non piace ai vertici leghisti di via Bellerio ma, in quel momento, si limitano a brontolare poiché non è il caso di dare vita a nuove litigate e scandali. Balla da sfatare n.2: “Tosi è stato espulso per aver creato un proprio partito in contrasto con la Lega”. No, una fondazione non è un partito (lo dice il nome, l’italiano è molto chiaro con certi termini) ed i vertici sapevano della sua esistenza già da molto tempo. Perciò, a mio parere, se volevano espellere Tosi per questa ragione potevano farlo già allora.

Questi sono gli anni immediatamente successivi allo scandalo Belsito e i suoi diamanti, il figlio di Bossi indagato, un indice di gradimento crollato ai minimi storici…Insomma, in questa disfatta di Caporetto padana, alle redini della segreteria c’è provvisoriamente Roberto Maroni -già presidente della Regione Lombardia- il quale è alle prese con i dissidi interni tra Bossi padre che vuole recuperare il suo partito, Tosi che (oltre a voler essere il leader del centrodestra) aspira al ruolo di segretario federale del partito, al quale, però, aspira anche l’europarlamentare Matteo Salvini, considerato il delfino di Maroni. Così, dopo mesi di baruffe, a novembre 2013 Maroni li chiama tutti, li riunisce attorno ad un tavolo e stipula un accordo denominato "Patto del Pirellone", che dice così: Maroni si dimetterà dalla segreteria del partito e svolgerà a tempo pieno il suo ruolo di presidente della Lombardia; Matteo Salvini si candiderà contro Umberto Bossi per la segreteria federale (della serie, vedetevela voi due); Flavio Tosi metterà da parte le sue aspirazioni da segretario e, in cambio, avrà ampia visibilità nazionale, concorrendo alle primarie come nuovo leader del centrodestra. Tutti accettano, felici e contenti…soprattutto Maroni che se la cava di una patata bollente! Balla da sfatare n.3: “Tosi è invidioso di Salvini perché viene considerato il nuovo leader del centrodestra”. No, Tosi è incazzato con Salvini perché non ha rispettato gli accordi!

Ricordatevi queste premesse perché è da qui che inizia la battaglia vera e propria. Maroni è il presidente della Lombardia? Sì, era stato eletto nel maggio 2013 (prima dell’accordo) e continua ad esserlo anche oggi. Matteo Salvini è segretario federale della Lega Nord? Sì, ha vinto le primarie degli scritti il 7 dicembre 2013, battendo Umberto Bossi con l’82% delle preferenze, mentre la proclamazione ufficiale è avvenuta il 15 dicembre dello stesso anno. Tosi è il nuovo leader del centrodestra? No! Perché? Cerchiamo di capirlo.

A maggio 2014 ci sono le elezioni europee e molte elezioni amministrative nei paesi della bassa veronese. Ora, io non so se qualcuno di voi ha mai provato l’ebbrezza di avere accanto una persona candidata e impegnata politicamente. Se non lo sapete, ad ogni elezione sono dei fasci di nervi tesi che scattano per un nonnulla e se vi rivolgete a loro con un tono di voce che in quel momento non gradiscono, esplodono di rabbia tipo bomba atomica, investendo tutto ciò che sta attorno a loro! Sì, lo so per esperienza: il mio fidanzato è stato candidato alle elezioni amministrative di Cerea e ho passato mesi con questa bomba ad orologeria al mio fianco (cosa non si fa per amore…). Ecco, prendete questo nervosismo delle elezioni amministrative di un comune grande ed amplificatelo per quelle europee. Alle elezioni europee sono candidati sia Salvini sia Tosi ed in questo momento vengono fuori tutte le differenze tra i due, sia caratteriali (il primo più istrionico, il secondo più moderato) sia di pensiero, dove Tosi dimostra di avere una linea politica leggermente diversa da quella del segretario federale. In ogni caso, le elezioni hanno un esito positivo. Matteo Salvini, com’era prevedibile, stravince in tutte le cinque circoscrizioni elettorali italiane con 385.361 preferenze, mentre Tosi è il secondo eletto nella circoscrizione Nord Orientale con quasi 100 mila voti, il più votato di Verona e provincia e secondo in tutto il Veneto. Tosi, però, decide di continuare a fare il primo cittadino scaligero e lascia il suo posto di parlamentare europeo a Lorenzo Fontana, primo dei non eletti. A detta dei fedeli di Tosi, lui è il Giuda Iscariota della situazione, il primo a voltare le spalle e a mostrare ingratitudine a chi gli ha ceduto il posto. Balla da (non) sfatare n.4: “Tosi con la sua fondazione, le idee contrastanti a quelle del partito e l’apertura alle unioni civili, ha perso molti consensi e si è fatto molti nemici sia in Lega sia nei partiti alleati”. Sì, questo è vero!

Si arriva così agli ultimi mesi del 2014. In questo periodo, se seguite le vicende di politica nazionale, avrete sicuramente sentito Salvini parlare delle primarie per il leader del centrodestra. Prima diceva che non erano necessarie perché il leader era lui e dopo qualche giorno diceva l’esatto contrario. Poi tornava sui suoi passi, poi smentiva di nuovo oppure glissava sull’argomento. Insomma, sembrava che neppure lui sapesse cosa fare! Provate a calarvi nei panni di Tosi che, ricordiamocelo, doveva essere lui il candidato leader. Cosa fate dopo aver sentito questo? Potete ascoltare e stare zitti per una, due, tre volte, ma poi vi viene il dubbio che il segretario federale vi stia prendendo per i fondelli! E allora? Prendete il telefono, lo chiamate e gli chiedete: «Oh, moro, ma che stai dicendo?». Ecco, magari non con questi toni, ma il senso è quello!

Ma la ciliegina sulla torta arriva a dicembre 2014, quando Salvini fonda il suo partito politico “Noi con Salvini”, la controparte della Lega Nord nel Centro e nel Sud Italia, quasi a sfidare Tosi. E qui al sindaco di Verona devono essere girate non poco: «Come? Quando go fato la fondazion mi, me navì dito par i porchi e ‘sto qua el se fa el so partito e no ghe disì gnente? Eh no ah, bon sì ma mona no!» (Come? Quando ho fatto io la fondazione me ne avete dette di tutti i colori ed ora che lui fa un proprio partito non gli dite niente? Eh no, buono sì ma mona no!). Mi dispiace, il termine “mona” non ha traduzione.

A ricordare il periodo c’è questa vignetta uscita su “L’Ombroso”, 
un giornalino satirico di Verona

Inizia il 2015, si pensa alle elezioni regionali in maggio e i nervosismi sopiti si risvegliano. Tosi rivendica il suo ruolo di segretario della Liga Veneta che, come da statuto della stessa, stila le liste elettorali regionali per partito padano nelle quali, però, vuole inserire anche alcune persone a lui vicine, non iscritte al Carroccio ma alla fondazione “Ricostruiamo il paese”. Balle da sfatare n.5 e n.6: “Tosi voleva candidarsi al posto di Zaia per le elezioni regionali” e “In Lega si fanno personalismi”. No, Tosi non ha mai avuto nulla in contrario alla ricandidatura di Zaia, anzi, lui stesso ha detto che lo voterebbe! Per quanto riguarda i personalismi, quelli ci sono in ogni partito.

Luca Zaia, però, rivendica la sua autonomia come governatore del Veneto e non vuole persone esterne al partito nella lista elettorale. Così avvisa Salvini della cosa, il quale rivendica la sua autonomia di segretario federale e impone a Tosi di lasciare fuori la fondazione. Qui inizia la soap opera. Salvini manda un commissario per la Liga Veneta, ma il consiglio federale di quest’ultima respinge il commissariamento. Salvini non cede, Tosi neppure, Zaia sta a guardare (giustamente e saggiamente). Alla fine Salvini sbotta: «Fora dai ball!». Sicuramente le parole esatte non sono queste, ma il senso ci sta tutto.

Immaginatevi il patatrac nella lega veronese a seguito di questa decisione! Ancor di più nella bassa, dove Tosi ha il suo forte seguito e, nel giro di un paio di giorni, sono spuntati come funghi molti circoli della fondazione tosiana. Perché Tosi, e qui bisogna ammetterlo, è un personaggio carismatico ed è uno dei pochi politici che si vede spesso in giro nella nostra bassa, molte volte dimenticata dalla politica che conta. Non resta rinchiuso nel municipio di Verona o rintanato nella città come fosse in una fortezza, ma gira per tutto il territorio provinciale. E così lo si può vedere alle inaugurazioni delle fiere, a tenere i saluti istituzionali prima di un incontro (ma anche ad intervenire), stringe mani, parla con tutti, guida trattori d’epoca (è successo a fine febbraio a Cerea) etc etc. E all’opinione pubblica queste cose piacciono, più di qualsiasi proclama televisivo o volantino.

Tosi all'inaugurazione della Fiera di San Biagio a Bovolone

Domani si terrà questo incontro con i suoi sostenitori dove, molto probabilmente, romperà gli indugi e dirà apertamente se si candida o no alle elezioni regionali, andando contro all’ex collega di partito Zaia. Qualsiasi decisione prenderà, porterà comunque a termine il suo mandato di sindaco. Balla da sfatare n.7: “Tosi e tutti quelli della sua fondazione finiranno come Fini”. E chi ve lo dice? Avete la sfera di cristallo? Fini se ne era andato di sua spontanea volontà dal Popolo delle Libertà e la sua caduta è stata influenzata dallo scandalo immobiliare che lo ha coinvolto.


Chiudo qui questo post, senza addentrarmi oltre, anche perché è già la quarta volta che lo revisiono completamente in 48 ore e solo per riuscire stare al passo con gli aggiornamenti della vicenda. Dopo la sua pubblicazione potrebbe capitarmi una delle seguenti cose in elenco o anche tutte assieme, visto che la sfortuna vuole sempre essere molto generosa nei miei confronti:
  • Salvini mi invia una querela lunga 5 km, la quale stroncherà definitivamente la mia carriera nel mondo del giornalismo (me la cavo bene con ago e filo perciò, se avete peluche da riparare, vi si è scucito un orlo o avete un bottone da attaccare…ricordatevi di me);
  • Tosi, per non essere da meno, mi invia una querela lunga 6 km (toh, i due sono d’accordo su qualcosa);
  • Il mio fidanzato mi lascerà perché l’ho descritto come una persona nervosa e rissosa;
  • Verrò subissata di telefonate, mail e fax che mi obbligheranno a cambiare continente, ritrovandomi a dividere Playa Desnuda con Rocco Siffredi (PAURA!!!!!);
  • Le nutrie del Parco delle Vallette si coalizzeranno contro di me e faranno un’aggressione di gruppo, giusto 2 minuti prima dell’arrivo dei cacciatori;
  • Troverò una testa di nutria davanti al cancello di casa, nonché tutte e 4 le ruote della macchina forate (ma non osate toccare le persone alle quali voglio bene o il mio gatto, altrimenti la testa ve la stacco io!);
  • Il blog verrà prima oscurato dagli hacker dell’Isis e poi, appena tornerà attivo, verrà nuovamente attaccato dagli hacker di Anonymous.

Morale della favola? Le elezioni fanno male, molto male!


P.S. Mi stanno già fischiando le orecchie…

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