venerdì 23 ottobre 2015

Il museo dei mobili-prototipi


Cari lettori, ammettetelo. Quante cose avete scoperto sulla bassa veronese grazie al mio blog, alcune delle quali, giuro, sconosciute ai residenti autoctoni! Eppure, per qualche strano motivo, molti ricordano di più i post sulle sagre paesane e sulla gastronomia…ed il risultato è che sono considerata la “blogger delle sagre” con le gambe perennemente sotto la tavola (dando l’occasione ai maligni di criticare la mia procace forma fisica). Ok, mi fa piacere portare all’attenzione pubblica la storia delle manifestazioni e la cucina genuina, ma il blog ha anche altri contenuti. Perciò, dopo avervi parlato delle sagre paesane e dei vari menù, ma anche di ambienti, luoghi, personaggi, mostre e bestie varie, oggi voglio portarvi in un museo. Non un museo qualsiasi, ma al Museo delle Arti Applicate al Mobile, meglio conosciuto come Maam, dove sono conservati complementi d’arredo che vanno dalle riproduzioni del mobile classico delle nostre zone ai prototipi di designer nazionali ed internazionali.




Il museo si trova a Cerea, in località Ca’ del Lago, ed ha sede in una delle ville più belle e conosciute della bassa veronese: Villa Dionisi.





La storia, le caratteristiche architettoniche della villa e le vicende dei marchesi Dionisi meriterebbero un post a parte, che scriverò più avanti per non andare fuori tema ora. Al momento vi basta sapere che è una delle due ville più note di Cerea (l’altra è villa Bertelè), che risale al XVIII secolo e che i suoi affreschi sono tra le più interessanti testimonianze artistiche del settecento veronese.








   
La villa è di proprietà della Fondazione Aldo Morelato, perciò privata. Questa Fondazione, oltre alla salvaguardia e valorizzazione del complesso monumentale dell’edificio e del suo vasto parco, si occupa anche della gestione del museo.

L’attività principale della Fondazione è quella di promuovere il mobile d’arte della pianura veronese, allo scopo di riqualificare l’immagine del distretto del mobile di Verona. Un compito tutt’altro che facile, visto che il settore sta vivendo una profonda crisi da più di 20 anni! Per fare tutto ciò, la Fondazione ha creato l’Osservatorio sull’arte applicata del mobile, con la volontà di rinsaldare la memoria storica del mobile d’arte e le proposte contemporanee.

Ok, detta così sembra una cosa complicatissima! Semplificando, si può dire che l’Osservatorio promuove il mobile attraverso le seguenti azioni:

  •        conservazione, con una collezione permanente, cioè il museo;
  •        promozione, con il Concorso Internazionale “Il mobile significante” (le foto del museo le ho fatte in occasione della cerimonia di premiazione) e le Giornate Internazionali di Studio;
  •        studio e ricerca dei materiali, con prove di laboratorio di tecniche e lavorazioni;
  •        archivio, con pubblicazioni, censimento del territorio e raccolta documentazione storica.


Tutto ciò è possibile grazie a capitali di aziende private e banche, ma anche al supporto di alcune istituzioni, come la Camera di Commercio di Verona, VeronaFiere e l’Istituto Regionale delle Ville Venete.

Dopo questa rapida ed essenziale presentazione della Fondazione, possiamo passare al museo, dislocato tra le stanze della villa.








Le opere presenti sono prototipi selezionati all’interno della produzione sperimentale della Fondazione a partire dai primi anni ‘80. Le opere si suddividono in 5 categorie:

  •         riedizioni: oggetti classici che appartengono alla storia, riprodotti fedelmente rispetto all’originale;
  •         donazioni: opere progettate da illustri designer e donate per far parte della collezione museale;
  •         opere di ricerca: oggetti realizzati in occasione di particolari mostre e tematiche;
  •         premi: oggetti premiati e quindi realizzati in occasione delle varie edizioni del Concorso Internazionale “Il mobile significante”;
  •         edizioni: selezione di particolari oggetti prodotti in serie limitata.






L'architetto Mario Botta e la sua sedia 



Si può pensare che il design moderno possa fare a pugni con gli ambienti e gli affreschi settecenteschi, ma in realtà il museo è strutturato in modo da armonizzare l’insieme.




In particolare, all’interno c’è un’impalcatura in vetro e ferro che non interferisce assolutamente con l’ambiente circostante (parlo come un’artista concettuale…). Vi consiglio solo di non salirci sopra se soffrire di vertigini, visto che si vede il piano sottostante ed è come camminare nel vuoto.  





 Ora, però, non pensate che tutti questi mobili restino sempre qui dentro a prendere polvere. Dal 2009 il museo fa parte della “Rete dei giacimenti museali”, che fa capo al Museo del Design Fondazione Triennale di Milano. Una collaborazione che, da un lato, ha portato il piccolo museo di Cerea ad allargare i propri orizzonti e a farsi conoscere a livello internazionale, dall’altro lo impegna a prestare temporaneamente oggetti e documenti delle proprie collezioni all’esposizione triennale meneghina.

Un grande risultato, quello ottenuto con questa collaborazione, che porta ogni anno molti studenti delle grandi scuole di design, italiane e straniere (soprattutto dalla Russia), a visitare il museo. Il rovescio della medaglia è che pochi, nelle nostre zone, sanno dell’esistenza di questa esposizione permanente.



 Quando si può visitare questo museo? L’accesso alla villa e al museo sono gratuiti tutti i venerdì, dalle ore 9 alle 12. In ogni altro periodo dell’anno, la visita è possibile solo su prenotazione e a pagamento. Ulteriori informazioni sulle modalità di visita, sulle attività della Fondazione Morelato e sul museo le trovate su www.fondazionealdomorelato.org.

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