venerdì 11 novembre 2016

“Se fa san Martin”

Colonna sonora: San Martino – Fiorello

Qualche giorno fa, una ragazza del gruppo teatrale ci ha informato che l’anno prossimo va a convivere con il proprio fidanzato e, nel dirci questo, ha usato il termine fo san Martin. Sempre nei giorni scorsi, guardando il calendario, ho visto che oggi è san Martino, santo patrono di Legnago. Perciò, come insegna Adam Kadmon (“Una coincidenza? Io non credo”), in questo post vi parlerò non solo di questo santo molto venerato in Italia e in Europa, ma anche delle tradizioni legate alla sua data di sepoltura e del perché noi diciamo far san Martin per indicare un trasloco.

domenica 30 ottobre 2016

Torta Tiziano


Perdonate la mia assenza, ma questo periodo è stato particolarmente denso di eventi. Tra brutte notizie che mi hanno un po’ buttata a terra, impegni di lavoro, corsi di aggiornamento ed il gatto che, improvvisamente, mi prende le zecche (e che mi ringrazia del trattamento antiparassitario facendomi la pipì sul tappeto del salotto) non ho avuto tempo per il blog. Ma non disperate perché, in mezzo a queste vicissitudini dovute a congiunzioni astrali e planetarie nefaste, ci sono stati momenti positivi ed allegri. Uno di questi è stato il compleanno di mio papà, ed in questo post voglio darvi la ricetta segreta della torta che gli preparo ogni anno per questa speciale ricorrenza. Una ricetta che unisce tradizione ed innovazione…e, tranquilli, è sempre sopravvissuto!

venerdì 7 ottobre 2016

Warhol & Sgarbi


Lo so, lo so. Accostare Andy Warhol a Vittorio Sgarbi è azzardato quanto il ponte di Calatrava a Venezia: non c’entrano nulla l’uno con l’altro! Eppure, se il suddetto ponte si trova nella città lagunare, con il suo carico di critiche e proteste (soprattutto quelle dei turisti che, ogni inverno, ci piantano il sedere scivolando sulle lastre ghiacciate), anche Warhol e Sgarbi si sono ritrovati sotto lo stesso tetto, nonostante l’esuberante critico d’arte italiano non abbia mai nascosto la sua “antipatia” (virgolettato perché lui si esprimerebbe in tutt’altro modo) per il padre della pop art…L’incontro è avvenuto mercoledì scorso, durante la chiacchierata che Sgarbi ha tenuto alla Samo Industries Spa, azienda di arredobagno a Bonavigo, che nel suo show room ha allestito una mostra con alcune opere dell’artista americano, visitabile ancora per pochi giorni. Ed in questo post voglio parlarvi sia di questa mostra, che vi consiglio vivamente di visitare, sia dell’incontro con Vittorio Sgarbi.

sabato 1 ottobre 2016

Villa Franco – Bertelè


La domenica è l’unico giorno della settimana dove posso dormire più del solito e fare le cose con calma, assecondando la mia naturale pigrizia. Eppure, qualche settimana fa, mi sono svegliata presto per partecipare ad una biciclettata. Tranquilli, stavo benissimo! Semplicemente si era presentata un’occasione più unica che rara, cioè l’opportunità di visitare una villa privata, chiusa al pubblico, una delle più belle della mia cittadina: villa Franco-Bertelè. Se, poi, aggiungiamo che il ruolo del cicerone era rivestito dal mio fidanzato…potevo mancare? Assolutamente no! Perciò, eccovi un post su questa bellissima villa di Cerea, la seconda più importante dopo villa Dionisi, collegate tra loro dallo “Stradon de la marchesa”.

venerdì 16 settembre 2016

Capezzoli di Venere

Colonna sonora: Minor Swing – Django Reinhardt (Chocolat Ost)

No, non è quello che pensate! Non si tratta di un post vietato ai minori, completo di foto esplicative della sottoscritta (anche se “le tiengo como todas”, fidatevi). Mercoledì sera mi trovato all’inaugurazione della “Fiera del Riso” ad Isola della Scala, giunta quest’anno alla 50esima edizione, con tanto di tour tra i vari padiglioni dietro la banda, discorsi del primo cittadino con fascia tricolore, benedizione del parroco ed interventi dei vari ed eventuali. Alla cena di gala, tra i dessert sono stati serviti i “Baci di San Valentino”, dolcetti a base di mandorle tipici della città di Bussolengo. E la mia memoria è andata subito al dolce tipico della città di Legnago, conosciuto solo da pochi intenditori nella zona, ma famosissimo in tutto il mondo grazie al cinema. Sto parlando dei “Capezzoli di Venere”, un nome malizioso per i dolcetti tanto amati dal cittadino più illustre di Legnago, cioè Antonio Salieri.

fonte: pazzeperilbento.forumattivo.com

venerdì 9 settembre 2016

Maravilia festival


Lo so, lo so, vi ho “abbandonato”…ed ora torno da voi tipo flagellante medievale, supplicando il vostro perdono. A parte gli scherzi, è stata una settimana molto intensa di lavoro. Vi giuro che avevo già il post pronto per la settimana scorsa (volevo parlarvi del tour “I talenti ne l’Arena”, che ho seguito questa estate), ma all’improvviso recenti fatti di cronaca mi hanno impegnata su più fronti. A Boschi Sant’Anna, uno dei miei paesini, è stata ritrovata una piantagione di cannabis Indica (marijuana, per intenderci) grande quanto un campo da calcio. L’agricoltore “alternativo” era un insospettabile, ma la cosa ha destato sconcerto nel paese. Ma il giorno dopo, sempre a Boschi Sant’Anna, è successo di peggio: è crollato un pezzo del cornicione della scuola elementare! Fortunatamente, al momento della caduta, la scuola era chiusa e non c’era nessuno nel giardino, altrimenti le conseguenze sarebbero state ben peggiori. La scuola, però, è stata dichiarata inagibile e, in pochi giorni, si è dovuto decidere dove trasferire i bambini temporaneamente, in attesa delle risposte della perizia sugli interventi da fare (che non saranno di poco conto). Insomma, due fatti di cronaca belli tosti, ai quali dobbiamo aggiungere le varie notizie e manifestazioni di questo periodo, inclusa la sagra della Madonna di San Tomaso. Ecco, in pratica sono riuscita ad aprire il blog solo oggi! Ma se “il lavoro nobilita l’uomo” e “chi non lavora, non fa l’amore”, è anche vero che il “troppo stroppia” (e qualcuno di voi potrebbe dirmi Laura, ma va a lavorare in miniera!). Così ieri sera ho deciso di prendermi una pausa da tutto e da tutti, andando al “Maravilia festival”, in programma fino a martedì a Tarmassia, in occasione dell’annuale “Sagra de l’Anara Pitanara”.

fonte: www.anarapitanara.it

venerdì 26 agosto 2016

Terra (sempre più) scossa


Ammetto che la ripresa del blog dalle vacanze estive non è affatto semplice (a proposito, vi siete rilassati e divertiti?), soprattutto con la bruttissima notizia della settimana. Come già sapete, tra la notte di martedì e mercoledì c’è stato un devastante terremoto nei dintorni di Rieti, con il suo carico di macerie, feriti, morti e disperazione. Già, il terremoto, uno degli eventi più distruttivi, incontrollabili ed imprevedibili della terra. Non ti avvisa che sta arrivando (se non pochi secondi prima) e se la faglia decide di muoversi vicino ad un centro abitato, si muove e butta giù tutto ciò che la intralcia, senza guardare in faccia a nessuno. Non importa quanti anni hai impiegato o quanti sacrifici hai fatto per costruire la tua casa, che lavoro fai o se sei bello o brutto, ricco o povero: se è di ostacolo, te la butta giù senza tanti complimenti. I giapponesi, che se ne intendono di terremoti (e tsunami), hanno una parola per descriverli: shikata ga nai, cioè “non puoi farci nulla”. Puoi solo rimboccarti le maniche e, con tanta buona volontà, ricostruite quanto distrutto. Ora, in questo post non voglio entrare nel merito delle concessioni edilizie nelle zone ad alto rischio sismico o delle normative antisismiche non rispettate (è il campo del mio fidanzato, non il mio), ma solamente prendere spunto da questo tragico evento per parlarvi della bassa veronese dal punto di vista sismico.

fonte: www.bartoloilliano.com

venerdì 5 agosto 2016

Saluti da…


Per il momento vi saluto da casa mia, ma prossimamente da vari luoghi. Ebbene sì, se l’anno scorso il blog era rimasto “aperto per ferie” e vi avevo intrattenuto con i vari post estivi pubblicati, quest’anno ho deciso di “chiudere per ferie” e di prendermi il meritato riposo. Sono giorni che sto scrivendo brevi (gergo tecnico per identificare gli articoli di 3-4 righe) su biblioteche ed uffici che chiudono per le vacanze estive. Così, provando una forte invidia nei loro confronti, ho deciso di imitarli!

fonte: www.gamesnote.it

venerdì 29 luglio 2016

Siamo tutti razzisti

Colonna sonora: The devil and I - Slipknot

Ho pensato più e più volte se scrivere o no questo post, sapendo che potrei perdere molti lettori e che trattare l’argomento dell’immigrazione incontrollata porta sempre ad esporsi a querele/insulti/accuse di razzismo. Vi avviso che questo post è politicamente scorretto perciò, se non volete leggerlo, vi capisco. In alternativa, se proprio volete leggere qualcosa questa settimana, vi metto lascio il link del post dedicato allo “Spakemotuto Festival”, scritto l'anno scorso. 

Certo, potevo parlarvi di mille altri argomenti interessanti come esoterismo, misteri e cospirazioni aliene, dando sfoggio della mia totale incompetenza sui bambini dagli occhi neri o sul Black Knight. Oppure lamentarmi del camion dell’immondizia che, proprio in questo momento, sta compattando i rifiuti sotto la finestra della stanza dalla quale vi sto scrivendo (e voi, giustamente, potreste dirmi «ecchisenefrega!»). Invece ho deciso di parlarne: giare la testa dall’altra parte e far finta di non vedere il problema, non è da me. Perché l’immigrazione incontrollata riguarda tutti noi, sia che abitiamo in una grande città sia in un piccolo paese di provincia e noi, normali cittadini, possiamo fare ben poco per affrontarne tutte le conseguenze. Sì, mi dispiace per quelli che pensano il contrario, ma l’immigrazione così gestita non è una ricchezza, non è una risorsa: è un problema bello grande, che sta sfuggendo di mano, che ci coinvolge nella nostra quotidianità.

La settimana scorsa la bassa veronese è finita su tutti i giornali nazionali per ben due casi di violenza e rissa, avvenuti entrambi alla stazione di Legnago, per mano di due extracomunitari con precedenti.

fonte: Il Giornale

venerdì 22 luglio 2016

“Ambarabà ciccì coccotte”

Colonna sonora: Boum – Charles Trenet

Come avete potuto notare, è da parecchio tempo che non parlo della compagnia teatrale “Quei del luni”, dove recito da ben 8 anni. Tranquilli, non siamo spariti, anzi! Siano operativi al 1000 per 1000 visto che domani sera, nel parco della biblioteca comunale di Cerea, debutteremo con il nostro nuovo spettacolo. Perciò, questi per noi sono giorni di prove, maratone sul palco, ansia, panico, paura di avere vuoti di memoria…e chi più ne ha più ne metta! Detto ciò, in questo post voglio presentarvi la nostra ultima fatica teatrale, intitolata “Ambarabà ciccì coccotte”.


venerdì 15 luglio 2016

Cerea in festa

Colonna sonora: Sofia – Alvaro Soler

Col mese di luglio nella mia cittadina arriva l’evento più atteso dell’anno, cioè la Notte Bianca, con spettacoli, musica, eventi e gastronomia fino a notte fonda. Domani sera, le vie del centro di Cerea saranno invase da migliaia di persone, la maggior parte proveniente dai paesi limitrofi. Infatti, sebbene l’evento sia stato creato per i residenti che restano a casa durante l’estate, fin dal suo esordio nel 2005, la Notte Bianca ha sempre attirato partecipanti da fuori…ed una leggenda metropolitana dice che i ceretani doc o “de zoca” (vi supplico, gli abitanti di Cerea si chiamano “ceretani” e non “cereani”), fuggano sul lago di Garda. E, per una sera, anche una persona asociale come me decide di buttarsi nella mischia e fare baldoria! Da giorni ci si sta preparando a questo evento con manifesti, allestimenti e vetrine a tema, ed in questo post voglio illustrarvi il programma di quest’anno e darvi qualche informazione utile per vivere al meglio questa serata.

fonte: pagina Facebook biblioteca "B. Bresciani"

domenica 10 luglio 2016

Il Feldmaresciallo


Per l’Italia questi sono giorni tristi e non perché è uscita dagli europei di calcio! Sto parlando dei 9 italiani barbaramente trucidati in Bangladesh solo perché non sapevano recitare il Corano. Un evento tragico, che ha fatto capire che pure il popolo italico è nel mirino dell’Isis (e non solo gli statunitensi); sì, proprio noi italiani che, nello stesso momento, stavamo piangendo per un rigore tirato fuori, facendone una tragedia nazionale…quanto aveva ragione il buon Winston Churchill quando diceva “gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre”. Da sempre la storia ci racconta di conflitti e battaglie tra il mondo occidentale (cristiano) e quello orientale (mussulmano), guarda a caso le due più grandi religioni monoteiste. Alcuni di questi scontri non si leggono sui libri di storia ed uno di questi riguarda il Veneto e del quale, quest’anno, ricorrono i 300 anni: l’assedio di Corfù, avvenuto nell’estate del 1716, che ha visto contrapporsi la Repubblica di Venezia e l’Impero Ottomano. Qui, però, non vi parlerò dello scontro vero e proprio, ma di colui che guidò l’esercito veneziano nella battaglia, mettendo a ferro e fuoco l’isola, liberandola dagli invasori: il feldmaresciallo tedesco e conte del Sacro Romano Impero Johann Matthias von der Schulenburg, il quale trascorse gli ultimi anni di vita a Verona.

Johann Matthias von der Schulenburg, ritratto di Gianantonio Guardi, 1741
fonte: it.wikipedia.org

sabato 2 luglio 2016

San Pietro e “San Pierin”


Domenica scorsa le previsioni meteo avevano dato pioggia e temporali per tutto il giorno e, alla sera, rasserenamenti...invece, è stato l’esatto opposto! Che voi abbiate rinunciato al vostro abituale giro in moto della domenica pomeriggio o che siate “stati battezzati” dalla pioggia torrenziale durante una cena all’aperto, sono sicura che avete “smadonnato”! Tranquilli, non sentitevi soli: noi del Triveneto siamo famosi per il nostro rapporto conflittuale con Dio, Gesù, la Madonna con tutti gli angeli ed i santi (bestemmieremo noi veneti, ma anche i friulani e i trentini non scherzano). Capisco anche il vostro pentimento e l’esigenza di riconciliarvi con la vostra parte spirituale. Guardando il calendario, mi sono accorta che il 29 giugno era la festività dei santi Pietro e Paolo, ed in questo post voglio parlarvi di una chiesetta di Bevilacqua dedicata al custode delle chiavi del Paradiso: San Pietro di Tillida, meglio conosciuta come “San Pierin”, il secondo edificio storico più importante nel paese dopo il castello.

sabato 25 giugno 2016

Alla scoperta di Montorio


Sabato scorso mi trovavo al castello di Montorio, in occasione della prima tappa del tour delle miss di quest’anno. Pomeriggio di sole…serata di acqua, come da migliore tradizione in questa strana estate! Infatti, ad appena tre minuti dall’inizio dello show ha iniziato a diluviare e non ha smesso fino alle 23, mandando su per i pali lo spettacolo e rinviandolo al 30 giugno. Nella sfortuna, però, mi ha fatto piacere rivedere il castello, da appassionata di Medioevo qual sono. Ogni anno partecipo alla Magnalonga di Montorio, una passeggiata enogastronomica sulle colline della frazione di Verona, adatta a persone che reggono bene il vino (come sapete non sono appassionata solo di storia…). Quest’anno, nella tappa nel castello, ho assistito alla presentazione di un progetto di scrittura creativa realizzato da una classe delle scuole medie di Montorio. Si parlava di un’immaginaria visita di Dante a Montorio, in compagnia di Cangrande I della Scala. Sapete bene che il sommo poeta, durante il suo esilio, è stato ospite del sire veronese e, perciò, è verosimile che abbia visitato anche i possedimenti scaligeri nel territorio (lo scriverò un post su Dante nel veronese, prima o poi). Ok, la storia era inventata, ma completa e dettagliata, tanto che alla fine ho anche acquistato il fascicolo realizzato dai ragazzi. Così, prendendolo come base, in questo post faremo un breve giro alla scoperta di Montorio, una guida essenziale del luogo.


venerdì 17 giugno 2016

Tutte le strade portano a…Verona


Questi sono giorni un po’ frenetici per me (strano, eh). Tra i nuovi consigli comunali che si stanno insediando, la cronaca da portare avanti negli altri miei paesini, l’organizzarmi per seguire il tour delle miss, incastrate tutti questi impegni lavorativi con quelli di teatro e capire chi canta la canzone nella pubblicità della nuova Bmw serie 3 touring (se qualcuno di voi lo sa è pregato di dirmelo, perché mi piace troppo!), ho spesso sotto mano il calendario. E mi sono accorta che oggi è venerdì 17, il giorno più sfortunato dell’anno! La cosa curiosa è che lo riteniamo tale solo in Italia e negli altri paesi di origine greco-latina. Unisce, infatti, due elementi negativi: 1- il venerdì santo, cioè il giorno della morte di Gesù; 2- nell’Antica Roma, sulle tombe era usanza scrivere “Vixi”, cioè “ho vissuto”, ma nel medioevo, a causa dell’analfabetismo molto diffuso, spesso veniva confuso con 17, cioè XVII. In questo post, però, non voglio parlarvi dell’origine di questo giorno ritenuto nefasto ma, visto che ho nominato gli antichi romani, voglio parlarvi delle strade che questo grande popolo ha costruito qui nella bassa.

fonte: www.filoverona.it

venerdì 10 giugno 2016

Un sognatore ribelle chiamato Paul Cortese


E anche queste elezioni «ce le siamo levate dalle p…e» (parafrasando Riccardo Garrone in “Vacanze di Natale – 83”)! Come già vi avevo anticipato sulla pagina Facebook del blog, la mia assenza era dovuta alle elezioni amministrative, che hanno coinvolto 2 dei comuni che seguo per il quotidiano. Tra articoli da scrivere, candidati sindaci da inseguire (nel vero senso del termine), seggi da monitorare e nottata di domenica trascorsa al seggio per lo spoglio…non vedevo l’ora che tutto finisse! Mi sono sempre chiesta come fanno alcuni miei colleghi a prediligere l’elettorale perché io, se dovessi affrontare pure i ballottaggi (cosa che nei miei comuni non capiterà mai), credo avrei già ammazzato qualcuno. In ogni caso, ora che i sindaci sono stati eletti mi posso rilassare…ma non troppo, visto che tra un po’ inizierò a seguire il tour delle miss. E, visto che sono stata molto paziente, ho deciso di premiarmi con una t-shirt Paul Cortese e, perciò, in questo post vi parlerò di questo marchio “Made in Verona”. «Laura, ma stai facendo una marchetta?!?!». No, perché: 1- la maglietta l’ho comprata; 2- la maggior parte dei ragazzi che ha fondato questo marchio sono miei compaesani; 3- il titolare è all’oscuro di tutto.


fonte: www.paulcortese.it

venerdì 20 maggio 2016

Fino a Treviso in bicicletta, come Agostino

Colonna sonora: 1920s music compilation

In this post I will speak about the former railway Treviso - Ostiglia

In questo post parlerò solo del tracciato presente nella provincia di Verona

Oddio, non è una delle priorità della mia vita, ma presto tutti noi potremo imitare il mio bisnonno. Due settimane fa si è svolto il “Green Tour – Verde in movimento”, un’iniziativa volta sia a promuovere la pista ciclopedonale dell’ex ferrovia Treviso – Ostiglia sia uno stile di vita sano, all’insegna dello sport, del movimento e del rispetto per l’ambiente. In particolare, venerdì notte ha fatto tappa ad Aselogna il maratoneta Daniele Cesconetto, testimonial di questa iniziativa ambientale, che ha percorso l’intera tratta dell’ex ferrovia. Sono anni, infatti, che si parla della completa trasformazione di questa ferrovia dismessa in pista ciclopedonale. Ma se la cosa è già avvenuta nelle province di Treviso, Padova e Vicenza, la stessa cosa non si può dire del tracciato che percorreva la bassa veronese; tra progetti rimasti solo sulla carta, rinvii vari e ipotesi di occupare una parte del tracciato con l’autostrada Nogara – Mare (sulla quale, prima o poi, dovrò decidermi a scrivere un post)…tutto è ancora in alto mare! La Treviso – Ostiglia ha dato tanto alla bassa veronese e, in parte, alla mia famiglia perciò, con questo post, voglio anch’io dare il mio contributo, nella speranza che venga completata al più presto la pista ciclabile.

tabella oraria treni del 1941
fonte: ostigliatreviso.altervista.org

venerdì 13 maggio 2016

Il mal de la rosa


In this post I will speak about Pellagra’s desease

Inizio subito col chiedervi scusa se sono “desaparecida” dal blog, ma i motivi sono più che validi. Sono stata ammalata, la classica mezza influenza causata dal clima pazzo che non ti fa venire la febbre, ma ti rincoglionisce alla grande (grazie Novembre mascherato da Maggio). Prima il mal di gola, ora il raffreddore…spero che la prossima non sia la peste! Poi, tra un sintomo e l’altro, ho lavorato senza sosta per recuperare il tempo perso. Ho ben 2 paesi che seguo per il quotidiano locale che vanno ad elezioni amministrative e, visto che lo scorso fine settimana scadeva il termine di presentazione delle liste, sono rimasta incollata al telefono mentre inseguivo i candidati, tra nervosi e ostie tirate. Ma la cosa che mi ha più demoralizzata è stata la morte improvvisa del mio nonno materno che, purtroppo, non sentivo da anni a causa di una muraglia innalzata da famigliari tra me e lui (e non vado oltre, perché questo ramo della famiglia ha “la lettera dell’avvocato” molto facile). Insomma, questo mix di cose, unite alle serate passate in compagnia di Paracetamolo, Acido Ascorbico e Fenilefrina, mi hanno messo una tale allegria addosso che l’unica cosa della quale voglio parlarvi è di malattie e malanni vari…come i vecchi insomma! Ma non voglio parlavi di una malattia qualsiasi (sapete che adoro complicarmi la vita), ma di una malattia che è stata debellata nei paesi industrializzati, mentre è ancora drammaticamente diffusa nei paesi più poveri: “Mal de la Rosa”, “Elefantiasi de’ Greci”, “Lepra degl’Arabi” ovvero la Pellagra.

Antica tavola medica che illustra i tipici sintomi della malattia

venerdì 29 aprile 2016

Oops!...I did it again

Colonna sonora: Cantagallo

Chi mi segue da tempo sa bene che, oltre al blog, ho anche una vita personale e professionale molto intensa e che, a volte, devo fare i salti mortali per riuscire a scrivere i post ogni venerdì. In passato, a causa dei troppi impegni, è capitato di saltare il settimanale aggiornamento. Tra le prove della replica dello spettacolo teatrale (sì, la Siora Iolanda è tornata sul palco ieri sera), le prossime elezioni in due comuni che seguo per lavoro ed il sonno arretrato…questa settimana non sono riuscita a scrivere nulla! Per carità, non pensate che sia a corto di argomenti. Tra l’inquinamento delle acque dovute ai Pfas, le prossime elezioni amministrative, il meteo pazzo e varie feste locali, gli argomenti non mancano…manca il tempo per scrivere, questo è il problema! Ma, allo stesso tempo, non voglio lasciarvi a digiuno…

fonte: www.youtube.com

venerdì 22 aprile 2016

\m/ La fabbrica del metal \m/

Colonna sonora:  We fight -Arthemis

In this post I will talk about "La fabbrica del metal", a big concert that will take place tomorrow inside the AreaExp in Cerea  

E’ arrivata la primavera e tutti noi sentiamo l’impellente bisogno di uscire di casa per goderci queste prime giornate di sole. Si fanno lunghe passeggiate, si va in bicicletta, si partecipa alle manifestazioni di piazza, alle sagre paesane…Anche i metallari, che sono esseri umani come tutti (ricordiamolo ai maligni), si risvegliano dal torpore invernale ed escono di casa per assistere ai primi concerti all’aperto. Dopo mesi passati in locali bui, prendendo gomitate nel pogo selvaggio fatto in spazi ristretti ed angusti, passando ore immersi nell’odore del mix birra-sudore (e non è dei migliori, ve lo assicuro) e rischiando di perdere l’udito ad ogni concerto, anche per noi metallari arriva il momento di respirare un po’ di aria fresca, di sgranchirci le gambe e di pogare finalmente liberi da ogni barriera architettonica! Bene, questa lunga introduzione mi è servita per presentarvi l’argomento del post, cioè il concertone metal che si terrà domani in AreaExp, organizzato da La Fabbrica degli Artisti: “La Fabbrica del Metal”, che vedrà l’esibizione di ben 8 gruppi metal veronesi, padovani e bolognesi.

fonte: pagina Facebook evento

martedì 19 aprile 2016

Un giorno al Vinitaly


Here I will speak about Vinitaly

Anche in questo post vi ricordo che non sono una sommelier, perciò niente valutazioni tecniche sulle degustazioni.

Come vi avevo anticipato nel precedente post, nel quale vi ho raccontato della mia giornata a ViniVeri, eccomi qui con il reportage sul Vinitaly, la rassegna internazionale di vino più famosa svoltasi dal 10 al 13 aprile (da domenica a mercoledì) alla fiera di Verona.


venerdì 15 aprile 2016

Brindo un’altra volta ancora


Here I will speak about ViniVeri

Vi ricordo che non sono una sommelier, perciò, nel post troverete solo opinioni personali e non recensioni tecniche.

Ho una buona notizia per tutti voi: sono ancora viva! Al contrario delle nefaste previsioni del precedente post, sono sopravvissuta alla combo ViniVeri e Vinitaly senza che il mio fegato mi abbandonasse. Perciò, vi racconterò la mia esperienza di sabato scorso a ViniVeri, la rassegna dei vini secondo natura svoltasi all’AreaExp di Cerea.


venerdì 8 aprile 2016

Settimana di…vino!


This weekend there will be two exhibitions dedicated to wine: ViniVeri and Vinitaly 

Se “In vino veritas” e “Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere ai propri simili”…allora io credo che nei prossimi giorni diventerò la persona più sincera su questo pianeta! Ebbene sì, è giunto il momento di alzare i calici e brindare con due fiere dedicate al vino, la prima nella mia cittadina e la seconda a Verona: ViniVeri e Vinitaly.


sabato 2 aprile 2016

Scherzoni memorabili

Colonna sonora: Ramaya – Africa Simone

In this post I speak about April Fool's day

Qui in Veneto abbiamo un detto che descrive dettagliatamente tutti noi residenti delle varie provincie: “Veneziani gran siori, Padovani gran dotori, Vicentini magnagati, Veronesi tuti mati, Trevigiani pan e tripe, Rovigòti baco e pipe. E Belun? Te si nesun!”. Lo so bene che qualcuno potrebbe obiettare, ma in questo post voglio concentrarmi sulla frase dedicata ai veronesi. E quale giorno migliore dell’1 Aprile per dare sfogo alla nostra pazzia, da sempre dedicato agli scherzi, più o meno pesanti. E si inizia presto, già a scuola, con i pesci di carta attaccati dietro alla schiena con il nastro adesivo dal “simpaticone” di turno! Ricordo che io tornavo a casa con una tale quantità di pesci di carta che, se fossero stati veri, potevo mangiare pesce per una settimana intera…In ogni caso, tutto ciò che accade in questo giorno ci insospettisce, ed anche se ormai le bufale si trovano 365 giorni l’anno, almeno il primo Aprile possiamo esclamare: «Ah, ma non è Lercio?». Meglio, allora, organizzare degli scherzi memorabili, dei quali si parlerà per molti anni. E nel post voglio parlarvi proprio di questi, 4 scherzoni (2 nella bassa, 1 in Lessinia ed 1 nella Valle d’Illasi) che si sono contraddistinti per simpatia, assurdità, durata e organizzazione.

fonte: lotto-mery5-e-claufont.forumfree.it

venerdì 25 marzo 2016

Pedalando senza fretta

Colonna sonora: Bicycle race – Queen

In this post I will introduce you some bicycle trails  

Lo scorso fine settimana mi trovavo a Bolzano, dove ho fatto anche un piacevole giro in bicicletta nel centro storico, in una bellissima e calda giornata di sole. Questo fatto è stato testimoniato dalle riprese televisive che sono state trasmesse nel telegiornale di Telearena, al seguito del quale molti hanno “ironicamente” commentato: «Laura, ti abbiamo visto andare in bicicletta! Ma ti hanno tolto le rotelline?». Questa esperienza mi ha lasciato la voglia di tirare fuori la mia bicicletta dal garage e di usarla più spesso, magari per gli spostamenti interni alla mia cittadina. Ok, tutto bello, ma c’è un ma. Le città del Sudtirolo, quelle di lingua tedesca e quelle del nord europa sono, dal punto di vista urbanistico, molto diverse da quelle italiane e sembrano fatte apposta per essere girate in lungo ed in largo su due ruote; questo ha favorito sia la realizzazione delle piste ciclabili sia il rispetto per chi utilizza la bicicletta come mezzo di trasporto. In Italia, purtroppo, non è così. Non parliamo poi della bassa veronese. Già le probabilità di essere investiti quando si attraversa sulle strisce pedonali sono alte (io ogni giorno rischio la vita, sappiatelo), immaginatevi muoversi con la bicicletta…L’unica occasione per usufruire del mezzo a due ruote riducendo i rischi è utilizzare le poche piste ciclabili presenti, magari in questi giorni di feste, per smaltire le mangiate di Pasqua e Pasquetta in compagnia di amici e parenti. Ecco, in questo post vi parlerò di alcuni possibili itinerari da fare in bicicletta, soprattutto se la vostra preparazione atletica non è delle migliori.

La foto è bella e romantica…ma voi, mi raccomando, non fatelo
fonte: lumil.altervista.org

giovedì 17 marzo 2016

La Fabbrica degli Artisti

Colonna sonora: Stupide abitudini – Seta

In this post I will speak about the temporary concert hall in the AreaExp

Se negli ultimi post ho trattato argomenti antichi e bellicosi, soprattutto l’ultimo, in questo vi parlerò di temi giovani e piacevoli. Martedì sera, durante una serata di pioggia e vento gelido (primavera, arrivi?), ero col mio fidanzato in AreaExp ad assistere al concerto di Maskasound, cantautore dialettale veronese che si è esibito alla Fabbrica degli Artisti, l’iniziativa che offre ai vari gruppi musicali di provare ed esibirsi gratuitamente e che sta riscuotendo un buon successo.

Logo
fonte: pagina Facebook "La Fabbrica degli Artisti"


venerdì 11 marzo 2016

La battaglia della Rosta


This post speaks about the battle of Castagnaro

Pochi lo sanno, ma nonostante il mio motto esistenziale sia “Keep it simple”, cioè “falla semplice”, ho la straordinaria capacità di complicarmi la vita con poco. Per esempio, qualche mese fa stavo ripulendo il garage ed ho trovato una vecchia edizione del libro “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” (in italiano “Don Chisciotte della Mancia”), in lingua originale e senza traduzione a fronte. Così ho dato il via alla mia più grande sfida del 2016, per nulla semplice: leggerlo e ripassare il mio spagnolo. E mi sono trovata catapultata nel mondo di Aloso Quijano, il protagonista, fatto romanzi cavallereschi, “d’arme e cavalieri”, “Chanson de Roland”, ciclo bretone, Re Artù e la tavola rotonda. Tranquilli, non vado in giro cavalcando un cavallo chiamato Ronzinante e al mio fianco non ho uno scudiero chiamato Sancio Panza…e non dedico neppure le mie gesta eroiche alla Dulcinea del Toboso di turno! Ma certo mi ha reso più “percettiva” su tutto ciò che riguarda il medioevo e, così, in questo post voglio portarvi ad una rievocazione storica che si svolgerà questo fine settimana: la battaglia di Castagnaro, che vedrà impegnate 28 compagnie di figuranti, provenienti da tutto il nord Italia e dall’Inghilterra, per un totale di 300 persone coinvolte.

fonte: pagina Facebook Battaglia di Castagnaro

venerdì 4 marzo 2016

Corti e “pitochi” nel ‘700


I will speak here about the XVIII century rural courts

Il mio mese lavorativo di marzo è iniziato con una demolizione, poiché martedì ho assistito all’abbattimento di una parte del Palazzo Rosso a Boschi Sant’Anna, uno degli edifici più antichi e storici del paese, da anni fatiscente. Premetto che, nei giorni scorsi, la bassa è stata funestata dal maltempo con violente piogge ed impetuosi venti che non avevano nulla da invidiare alla Bora di Trieste, con molti danni nella zona. Ecco, anche il Palazzo Rosso non ne è uscito indenne. Le infiltrazioni d’acqua hanno incrinato i muri degli ex essiccatoi di tabacco ed il vento aveva sparpagliato a terra le tegole del tetto; in pratica, la parte degli essiccatoi rischiava di crollare e, visto che si trovava a ridosso della strada principale di accesso al paese, era il caso di metterla in sicurezza il più in fretta possibile. Perciò, in comune accordo tra proprietario dell’immobile e Comune (gioco di parole) si è deciso di abbattere la parte pericolante; fortunatamente, questa non era vincolata dalla Soprintendenza (l’edificio ha vincoli a “macchie di leopardo”). Questo fatto, però, mi da l’occasione di parlare delle corti e della vita contadina del ‘700, periodo nel quale l’agricoltura era la principale risorsa economica del territorio veronese, ed il Palazzo Rosso ha tutti gli elementi tipici delle corti rurali di questo periodo. Perciò, l’ho personalmente eletto a “corte ideale” ed utilizzerò la sua struttura come piantina per illustrarvi le varie zone di questi immobili.

Palazzo Rosso
fonte: www.comune.boschisantanna.vr.it

venerdì 26 febbraio 2016

“Malinconia via da casa mia”


Here I will talk about Asparetto's theatre

Sotto vi riporto, a grandi linee (a volte ci sono piccole differenze, ma la sostanza resta la stessa), il dialogo che intraprendo quando conosco una persona, sia in ambito privato sia in quello lavorativo:

Altra persona: «Laura, oltre a scrivere per il giornale, cosa fai nella vita?».
Io: «Sono appassionata di teatro e recito in una compagnia teatrale amatoriale».
Altra persona: «Ah, si? Che bello! E che genere fate?».
Io: «Commedie brillanti, in italiano. Abbiamo una preferenza per i commediografi francesi di inizio ‘900».
Altra persona: «Ma dai! E dove fare le prove?».
Io: «Al teatro di Asparetto ogni lunedì sera…per questo ci chiamiamo “Quei del luni”».
Altra persona: «Ah, perché c’è un teatro ad Asparetto?».

Ecco, forse è giunto il momento di parlare del luogo dove trascorro allegramente i miei lunedì sera.


venerdì 19 febbraio 2016

Gli ottagoni sacri


In this post I will talk about the octagonal buildings

Sarà che sto scrivendo i testi per il documentario sulla bassa veronese o che, per compensare la delusione della nuova serie, mi sto facendo i film mentali alla “X-Files”, ma mi sto rendendo conto che la nostra zona pullula di luoghi ed edifici al limite dell’esoterico e che non hanno nulla da invidiare ai più noti, come Stonehenge. Per esempio, se Stonehenge fa parte dell’Old Sarum Ley, dovete sapere che, probabilmente, c’è un collegamento lineare anche tra la pieve di San Zuane a Bovolone e la chiesa di San Zeno a Cerea. Lo so, è un’ipotesi affascinante ma non parlerò di questo argomento nel post. Lo ammetto: in questo periodo sono intrippata con gli edifici a forma ottagonale. Sono strutture architettoniche molto particolari e rare, cariche di misteri, significati esoterici e numerose simbologie legate al numero 8. Ebbene, nella bassa veronese ne abbiamo ben 3, tutti luoghi religiosi costruiti in secoli diversi: il battistero di San Zuane a Bovolone; l’oratorio di Santa Maria delle Grazie a Roverchiaretta; l’oratorio delle Tre Vie a Sanguinetto.

venerdì 12 febbraio 2016

Bigolada delle Ceneri


Last Wednesday I was at "Bigolada" of Castel d'Ario and in this post I will tell about it.

Questa settimana è stata densa di appuntamenti e ricorrenze. Abbiamo iniziato con la triade “luni pignataro-martedì grasso-mercoledì delle Ceneri”, per poi proseguire con Sanremo e termineremo domenica con San Valentino. E non dimentichiamo che domani sera ci saranno le sfilate dei carnevali in notturna a Cerea e a Monteforte d’Alpone, dove sono previste invasioni di milf che non vogliono passare il sabato sera a casa con i propri partner a guardare il big match Juve-Napoli (e prima di mezzanotte non si conoscerà neppure il nome del vincitore di Sanremo)…Anch’io non mi sono sottratta dal prendere parte ad almeno uno di questi rituali collettivi e mercoledì sono andata alla Bigolada di Castel d’Ario, a mangiarmi una terrina di “bìgoi e sardèle”, cioè bigoli (che poi erano spaghetti un po’ più grossi) e sardelle.

fonte: pagina Facebook Pro Loco Castel d'Ario

venerdì 5 febbraio 2016

“Strìa che no la me strìa”

Colonna sonora: “X-Files” theme

In this post I will tell you about our legends of witches and folk remedies against jinx

Il 24 gennaio è stata una data importante per tutti gli appassionati di serie televisive. Dopo anni di attesa, negli Stati Uniti è stato trasmesso il primo episodio della decima serie di “X-Files”, il telefilm cult degli anni ’90 che ha rivelato al mondo intero l’esistenza di ufo, alieni, creature leggendarie, mutazioni genetiche, percezioni extrasensoriali e, soprattutto, teorie del complotto ordite dai governanti cattivi che vogliono nascondere la verità alla popolazione! Ammetto che anch’io, pur non essendo una grande appassionata della serie, attendevo il ritorno sulle scene degli agenti dell’Fbi Fox Mulder e Dana Scully, pensando a chissà quali sconvolgenti sviluppi…beh, già dopo la seconda puntata mi sono dovuta ricredere! Non mi piace proprio! Non tanto per le storie (nello stile delle serie precedenti) ma per la pessima recitazione dei due attori principali: lei ha la faccia talmente piena di botox che muove a malapena la bocca, lui sembra perennemente ubriaco e tra di loro si guardano come per dire “ma che biiip ci stiamo a fare qua?”. Insomma, una delusione totale! Però la visione di questi nuovi episodi ha fatto sorgere in me una domanda: ma perché qui nella bassa non abbiamo “x-files”? Certo, ci sono stati avvistamenti di ufo (rivelatesi palloni-sonde meteo o lanterne cinesi), sono state ritrovate creature mostruose (come i piraña nel Menago dell’estate 1995 e siluri spiaggiati) e siamo costantemente circondati da persone con spiccate capacità extrasensoriali dopo qualche bicchiere di vino, ma nulla che possa essere classificato come “segreto governativo”. Mai un cerchio nel grano, mai un rapimento alieno e conseguenti mutazioni genetiche…insomma, pure gli extraterresti ci snobbano! O meglio, è più corretto dire che sì, in passato ci sono stati avvistamenti di oggetti volanti o fatti inspiegabili, ma gli alieni non c’entravano proprio niente: le vere responsabili erano le “strìe”, cioè le streghe! La provincia di Verona ha una lunga tradizione di leggende che riguardano queste donne dedite alle arti magiche, soprattutto nelle zone montane, ma anche qui nella bassa abbiamo qualche leggenda che le riguarda. Ed è proprio questo l’argomento del post.

"Witches going to their sabbath" - Luis Ricardo Falero
fonte: en.wikipedia.org

venerdì 29 gennaio 2016

Work in progress


Probabilmente questo sarà il post più corto che leggerete sul blog! In questi giorni, purtroppo, non ho avuto molto tempo per scrivere uno dei miei classici post lunghi e dettagliati, ma non volevo saltare l’aggiornamento settimanale. Così ho deciso di prendere due piccioni con una fava e di raccontarvi a cosa sto lavorando in questo periodo, visto che marginalmente riguarda anche il blog. La settimana scorsa sono stata contattata da un gruppo di persone che stanno lavorando ad un documentario sulle particolarità della bassa veronese, dove verranno filmati e presentati alcuni luoghi significativi nei diversi paesi. Si parlerà di leggende, misteri, testimonianze dell’antica civiltà paleoveneta e tracce dei cavalieri Templari. Insomma, uno sguardo al lato esoterico della nostra zona!

fonte: www.sustinenza.it

sabato 23 gennaio 2016

Un anno di blog

Colonna sonora: Happy birthday – Ramones

Sarà l’alcool ancora in corpo dall’ultimo dell’anno, sarà il rito collettivo del trenino su “Disco Samba”, sarà il pandoro col mascarpone pesante quanto il cinghiale del “Brioschi”…ma ad inizio anno ognuno di noi stila una lista di buoni propositi che, in teoria, dovrebbero portare una ventata di novità nella nostra vita. “Anno nuovo, vita nuova!”, si dice. Peccato che una volta finite le feste e smaltito la sbornia natalizia finiscano nel dimenticatoio, ma quei pochi che riusciamo a portare a termine ce li ricorderemo per tutta la vita. Ecco, anch’io ad inizio 2015 avevo fatto i miei buoni propositi e, con orgoglio, posso dire di averne portato a termine ben 2. Il primo era di andare a camminare almeno 3 volte a settimana, allo scopo di limitare gli inevitabili “cedimenti strutturali” del corpo femminile dopo i 30 anni (è questa l’amara verità che nessuno vi dice). Ed oggi, dopo un anno, posso dire di aver portato a termine il mio proposito, riducendo i centimetri di circonferenza globali ed aumentando di peso! Yeah \m/! L’altro proposito portato a termine è quello del blog. Era il 22 gennaio 2015 quando pubblicai il mio primo post ed ero ignara dell’avventura che mi attendeva (sì, gestire questo blog è proprio un’avventura), come non ero pienamente consapevole che “Sloti de tera” avrebbe assorbito molto del mio tempo…ma mi ha ripagata sotto molti aspetti! Perciò, in questo post vi parlerò dell’idea a monte, dei motivi che mi hanno portata alla nascita del blog e vi farò anche un bilancio di come è andato questo primo anno di attività.


venerdì 15 gennaio 2016

L’invasione dei Guggen


Finite le feste natalizie, in Verona e provincia riecheggia una sola parola: carnevale! Infatti, siamo nel bel mezzo dei preparativi per i festeggiamenti del 2016, con le elezioni delle prime maschere ed il calendario delle manifestazioni già pronto. Uno dei primi post che ho pubblicato sul blog riguardava proprio il carnevale veronese e, se lo avete letto (in caso contrario vi consiglio di rimediare immediatamente), conoscete la sua importanza per il territorio e per noi residenti. Quest’anno, però, l’appuntamento è ancora più importante poiché si aprirà con l’Eurocarnevale (è la terza volta in città), previsto per domani pomeriggio a Verona, quando la città sarà invasa dai variopinti e chiassosi gruppi di Guggenmusik.

Mainz 2013

venerdì 8 gennaio 2016

“Brusa la vecia”


Lo so, siete tristi, le vacanze natalizie sono finite e l’Epifania “tutte le feste si porta via”. Ma non demordete, i “burioli” hanno parlato: fumo a levante, vecchia bruciata velocemente e palo di sostegno rimasto in piedi…il 2016 sarà un anno di prosperità! O, almeno, questo è il presagio che la tradizione popolare indica quando il falò brucia così. Potete crederci o no, ma fatto sta che il  nuovo anno nella bassa veronese è iniziato all’insegna della fortuna, con la dea bendata che ha affrontato nebbie e strade ghiacciate per raggiungere una sperduta tabaccheria in contrada Giavone (70 abitanti in tutto) nella frazione di Miega (300 abitanti) nel comune di Veronella (poco più di 5000 abitanti). Qui, infatti, è stato venduto il biglietto vincente del primo premio della lotteria Italia, 5 milioni di euro che cambieranno la vita all’anonimo acquirente. In questa tabaccheria, tra l’altro, sono stati venduti solo 20 degli 8 milioni di biglietti acquistati in tutta Italia…e questo smentisce tutti gli studi statistici sulle vincite a premi, che danno maggiori probabilità di vincita dove vengono acquistati molti biglietti. Nella speranza che questi soldi siano andati a persone che ne hanno realmente bisogno, in questo post voglio invece parlarvi del rito di fuoco del “brusa la vecia”, presente anche in altre regioni d’Italia.

Concamarise 2016