venerdì 25 marzo 2016

Pedalando senza fretta

Colonna sonora: Bicycle race – Queen

In this post I will introduce you some bicycle trails  

Lo scorso fine settimana mi trovavo a Bolzano, dove ho fatto anche un piacevole giro in bicicletta nel centro storico, in una bellissima e calda giornata di sole. Questo fatto è stato testimoniato dalle riprese televisive che sono state trasmesse nel telegiornale di Telearena, al seguito del quale molti hanno “ironicamente” commentato: «Laura, ti abbiamo visto andare in bicicletta! Ma ti hanno tolto le rotelline?». Questa esperienza mi ha lasciato la voglia di tirare fuori la mia bicicletta dal garage e di usarla più spesso, magari per gli spostamenti interni alla mia cittadina. Ok, tutto bello, ma c’è un ma. Le città del Sudtirolo, quelle di lingua tedesca e quelle del nord europa sono, dal punto di vista urbanistico, molto diverse da quelle italiane e sembrano fatte apposta per essere girate in lungo ed in largo su due ruote; questo ha favorito sia la realizzazione delle piste ciclabili sia il rispetto per chi utilizza la bicicletta come mezzo di trasporto. In Italia, purtroppo, non è così. Non parliamo poi della bassa veronese. Già le probabilità di essere investiti quando si attraversa sulle strisce pedonali sono alte (io ogni giorno rischio la vita, sappiatelo), immaginatevi muoversi con la bicicletta…L’unica occasione per usufruire del mezzo a due ruote riducendo i rischi è utilizzare le poche piste ciclabili presenti, magari in questi giorni di feste, per smaltire le mangiate di Pasqua e Pasquetta in compagnia di amici e parenti. Ecco, in questo post vi parlerò di alcuni possibili itinerari da fare in bicicletta, soprattutto se la vostra preparazione atletica non è delle migliori.

La foto è bella e romantica…ma voi, mi raccomando, non fatelo
fonte: lumil.altervista.org

giovedì 17 marzo 2016

La Fabbrica degli Artisti

Colonna sonora: Stupide abitudini – Seta

In this post I will speak about the temporary concert hall in the AreaExp

Se negli ultimi post ho trattato argomenti antichi e bellicosi, soprattutto l’ultimo, in questo vi parlerò di temi giovani e piacevoli. Martedì sera, durante una serata di pioggia e vento gelido (primavera, arrivi?), ero col mio fidanzato in AreaExp ad assistere al concerto di Maskasound, cantautore dialettale veronese che si è esibito alla Fabbrica degli Artisti, l’iniziativa che offre ai vari gruppi musicali di provare ed esibirsi gratuitamente e che sta riscuotendo un buon successo.

Logo
fonte: pagina Facebook "La Fabbrica degli Artisti"


venerdì 11 marzo 2016

La battaglia della Rosta


This post speaks about the battle of Castagnaro

Pochi lo sanno, ma nonostante il mio motto esistenziale sia “Keep it simple”, cioè “falla semplice”, ho la straordinaria capacità di complicarmi la vita con poco. Per esempio, qualche mese fa stavo ripulendo il garage ed ho trovato una vecchia edizione del libro “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” (in italiano “Don Chisciotte della Mancia”), in lingua originale e senza traduzione a fronte. Così ho dato il via alla mia più grande sfida del 2016, per nulla semplice: leggerlo e ripassare il mio spagnolo. E mi sono trovata catapultata nel mondo di Aloso Quijano, il protagonista, fatto romanzi cavallereschi, “d’arme e cavalieri”, “Chanson de Roland”, ciclo bretone, Re Artù e la tavola rotonda. Tranquilli, non vado in giro cavalcando un cavallo chiamato Ronzinante e al mio fianco non ho uno scudiero chiamato Sancio Panza…e non dedico neppure le mie gesta eroiche alla Dulcinea del Toboso di turno! Ma certo mi ha reso più “percettiva” su tutto ciò che riguarda il medioevo e, così, in questo post voglio portarvi ad una rievocazione storica che si svolgerà questo fine settimana: la battaglia di Castagnaro, che vedrà impegnate 28 compagnie di figuranti, provenienti da tutto il nord Italia e dall’Inghilterra, per un totale di 300 persone coinvolte.

fonte: pagina Facebook Battaglia di Castagnaro

venerdì 4 marzo 2016

Corti e “pitochi” nel ‘700


I will speak here about the XVIII century rural courts

Il mio mese lavorativo di marzo è iniziato con una demolizione, poiché martedì ho assistito all’abbattimento di una parte del Palazzo Rosso a Boschi Sant’Anna, uno degli edifici più antichi e storici del paese, da anni fatiscente. Premetto che, nei giorni scorsi, la bassa è stata funestata dal maltempo con violente piogge ed impetuosi venti che non avevano nulla da invidiare alla Bora di Trieste, con molti danni nella zona. Ecco, anche il Palazzo Rosso non ne è uscito indenne. Le infiltrazioni d’acqua hanno incrinato i muri degli ex essiccatoi di tabacco ed il vento aveva sparpagliato a terra le tegole del tetto; in pratica, la parte degli essiccatoi rischiava di crollare e, visto che si trovava a ridosso della strada principale di accesso al paese, era il caso di metterla in sicurezza il più in fretta possibile. Perciò, in comune accordo tra proprietario dell’immobile e Comune (gioco di parole) si è deciso di abbattere la parte pericolante; fortunatamente, questa non era vincolata dalla Soprintendenza (l’edificio ha vincoli a “macchie di leopardo”). Questo fatto, però, mi da l’occasione di parlare delle corti e della vita contadina del ‘700, periodo nel quale l’agricoltura era la principale risorsa economica del territorio veronese, ed il Palazzo Rosso ha tutti gli elementi tipici delle corti rurali di questo periodo. Perciò, l’ho personalmente eletto a “corte ideale” ed utilizzerò la sua struttura come piantina per illustrarvi le varie zone di questi immobili.

Palazzo Rosso
fonte: www.comune.boschisantanna.vr.it