venerdì 20 maggio 2016

Fino a Treviso in bicicletta, come Agostino

Colonna sonora: 1920s music compilation

In this post I will speak about the former railway Treviso - Ostiglia

In questo post parlerò solo del tracciato presente nella provincia di Verona

Oddio, non è una delle priorità della mia vita, ma presto tutti noi potremo imitare il mio bisnonno. Due settimane fa si è svolto il “Green Tour – Verde in movimento”, un’iniziativa volta sia a promuovere la pista ciclopedonale dell’ex ferrovia Treviso – Ostiglia sia uno stile di vita sano, all’insegna dello sport, del movimento e del rispetto per l’ambiente. In particolare, venerdì notte ha fatto tappa ad Aselogna il maratoneta Daniele Cesconetto, testimonial di questa iniziativa ambientale, che ha percorso l’intera tratta dell’ex ferrovia. Sono anni, infatti, che si parla della completa trasformazione di questa ferrovia dismessa in pista ciclopedonale. Ma se la cosa è già avvenuta nelle province di Treviso, Padova e Vicenza, la stessa cosa non si può dire del tracciato che percorreva la bassa veronese; tra progetti rimasti solo sulla carta, rinvii vari e ipotesi di occupare una parte del tracciato con l’autostrada Nogara – Mare (sulla quale, prima o poi, dovrò decidermi a scrivere un post)…tutto è ancora in alto mare! La Treviso – Ostiglia ha dato tanto alla bassa veronese e, in parte, alla mia famiglia perciò, con questo post, voglio anch’io dare il mio contributo, nella speranza che venga completata al più presto la pista ciclabile.

tabella oraria treni del 1941
fonte: ostigliatreviso.altervista.org

venerdì 13 maggio 2016

Il mal de la rosa


In this post I will speak about Pellagra’s desease

Inizio subito col chiedervi scusa se sono “desaparecida” dal blog, ma i motivi sono più che validi. Sono stata ammalata, la classica mezza influenza causata dal clima pazzo che non ti fa venire la febbre, ma ti rincoglionisce alla grande (grazie Novembre mascherato da Maggio). Prima il mal di gola, ora il raffreddore…spero che la prossima non sia la peste! Poi, tra un sintomo e l’altro, ho lavorato senza sosta per recuperare il tempo perso. Ho ben 2 paesi che seguo per il quotidiano locale che vanno ad elezioni amministrative e, visto che lo scorso fine settimana scadeva il termine di presentazione delle liste, sono rimasta incollata al telefono mentre inseguivo i candidati, tra nervosi e ostie tirate. Ma la cosa che mi ha più demoralizzata è stata la morte improvvisa del mio nonno materno che, purtroppo, non sentivo da anni a causa di una muraglia innalzata da famigliari tra me e lui (e non vado oltre, perché questo ramo della famiglia ha “la lettera dell’avvocato” molto facile). Insomma, questo mix di cose, unite alle serate passate in compagnia di Paracetamolo, Acido Ascorbico e Fenilefrina, mi hanno messo una tale allegria addosso che l’unica cosa della quale voglio parlarvi è di malattie e malanni vari…come i vecchi insomma! Ma non voglio parlavi di una malattia qualsiasi (sapete che adoro complicarmi la vita), ma di una malattia che è stata debellata nei paesi industrializzati, mentre è ancora drammaticamente diffusa nei paesi più poveri: “Mal de la Rosa”, “Elefantiasi de’ Greci”, “Lepra degl’Arabi” ovvero la Pellagra.

Antica tavola medica che illustra i tipici sintomi della malattia