venerdì 29 luglio 2016

Siamo tutti razzisti

Colonna sonora: The devil and I - Slipknot

Ho pensato più e più volte se scrivere o no questo post, sapendo che potrei perdere molti lettori e che trattare l’argomento dell’immigrazione incontrollata porta sempre ad esporsi a querele/insulti/accuse di razzismo. Vi avviso che questo post è politicamente scorretto perciò, se non volete leggerlo, vi capisco. In alternativa, se proprio volete leggere qualcosa questa settimana, vi metto lascio il link del post dedicato allo “Spakemotuto Festival”, scritto l'anno scorso. 

Certo, potevo parlarvi di mille altri argomenti interessanti come esoterismo, misteri e cospirazioni aliene, dando sfoggio della mia totale incompetenza sui bambini dagli occhi neri o sul Black Knight. Oppure lamentarmi del camion dell’immondizia che, proprio in questo momento, sta compattando i rifiuti sotto la finestra della stanza dalla quale vi sto scrivendo (e voi, giustamente, potreste dirmi «ecchisenefrega!»). Invece ho deciso di parlarne: giare la testa dall’altra parte e far finta di non vedere il problema, non è da me. Perché l’immigrazione incontrollata riguarda tutti noi, sia che abitiamo in una grande città sia in un piccolo paese di provincia e noi, normali cittadini, possiamo fare ben poco per affrontarne tutte le conseguenze. Sì, mi dispiace per quelli che pensano il contrario, ma l’immigrazione così gestita non è una ricchezza, non è una risorsa: è un problema bello grande, che sta sfuggendo di mano, che ci coinvolge nella nostra quotidianità.

La settimana scorsa la bassa veronese è finita su tutti i giornali nazionali per ben due casi di violenza e rissa, avvenuti entrambi alla stazione di Legnago, per mano di due extracomunitari con precedenti.

fonte: Il Giornale

venerdì 22 luglio 2016

“Ambarabà ciccì coccotte”

Colonna sonora: Boum – Charles Trenet

Come avete potuto notare, è da parecchio tempo che non parlo della compagnia teatrale “Quei del luni”, dove recito da ben 8 anni. Tranquilli, non siamo spariti, anzi! Siano operativi al 1000 per 1000 visto che domani sera, nel parco della biblioteca comunale di Cerea, debutteremo con il nostro nuovo spettacolo. Perciò, questi per noi sono giorni di prove, maratone sul palco, ansia, panico, paura di avere vuoti di memoria…e chi più ne ha più ne metta! Detto ciò, in questo post voglio presentarvi la nostra ultima fatica teatrale, intitolata “Ambarabà ciccì coccotte”.


venerdì 15 luglio 2016

Cerea in festa

Colonna sonora: Sofia – Alvaro Soler

Col mese di luglio nella mia cittadina arriva l’evento più atteso dell’anno, cioè la Notte Bianca, con spettacoli, musica, eventi e gastronomia fino a notte fonda. Domani sera, le vie del centro di Cerea saranno invase da migliaia di persone, la maggior parte proveniente dai paesi limitrofi. Infatti, sebbene l’evento sia stato creato per i residenti che restano a casa durante l’estate, fin dal suo esordio nel 2005, la Notte Bianca ha sempre attirato partecipanti da fuori…ed una leggenda metropolitana dice che i ceretani doc o “de zoca” (vi supplico, gli abitanti di Cerea si chiamano “ceretani” e non “cereani”), fuggano sul lago di Garda. E, per una sera, anche una persona asociale come me decide di buttarsi nella mischia e fare baldoria! Da giorni ci si sta preparando a questo evento con manifesti, allestimenti e vetrine a tema, ed in questo post voglio illustrarvi il programma di quest’anno e darvi qualche informazione utile per vivere al meglio questa serata.

fonte: pagina Facebook biblioteca "B. Bresciani"

domenica 10 luglio 2016

Il Feldmaresciallo


Per l’Italia questi sono giorni tristi e non perché è uscita dagli europei di calcio! Sto parlando dei 9 italiani barbaramente trucidati in Bangladesh solo perché non sapevano recitare il Corano. Un evento tragico, che ha fatto capire che pure il popolo italico è nel mirino dell’Isis (e non solo gli statunitensi); sì, proprio noi italiani che, nello stesso momento, stavamo piangendo per un rigore tirato fuori, facendone una tragedia nazionale…quanto aveva ragione il buon Winston Churchill quando diceva “gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre”. Da sempre la storia ci racconta di conflitti e battaglie tra il mondo occidentale (cristiano) e quello orientale (mussulmano), guarda a caso le due più grandi religioni monoteiste. Alcuni di questi scontri non si leggono sui libri di storia ed uno di questi riguarda il Veneto e del quale, quest’anno, ricorrono i 300 anni: l’assedio di Corfù, avvenuto nell’estate del 1716, che ha visto contrapporsi la Repubblica di Venezia e l’Impero Ottomano. Qui, però, non vi parlerò dello scontro vero e proprio, ma di colui che guidò l’esercito veneziano nella battaglia, mettendo a ferro e fuoco l’isola, liberandola dagli invasori: il feldmaresciallo tedesco e conte del Sacro Romano Impero Johann Matthias von der Schulenburg, il quale trascorse gli ultimi anni di vita a Verona.

Johann Matthias von der Schulenburg, ritratto di Gianantonio Guardi, 1741
fonte: it.wikipedia.org

sabato 2 luglio 2016

San Pietro e “San Pierin”


Domenica scorsa le previsioni meteo avevano dato pioggia e temporali per tutto il giorno e, alla sera, rasserenamenti...invece, è stato l’esatto opposto! Che voi abbiate rinunciato al vostro abituale giro in moto della domenica pomeriggio o che siate “stati battezzati” dalla pioggia torrenziale durante una cena all’aperto, sono sicura che avete “smadonnato”! Tranquilli, non sentitevi soli: noi del Triveneto siamo famosi per il nostro rapporto conflittuale con Dio, Gesù, la Madonna con tutti gli angeli ed i santi (bestemmieremo noi veneti, ma anche i friulani e i trentini non scherzano). Capisco anche il vostro pentimento e l’esigenza di riconciliarvi con la vostra parte spirituale. Guardando il calendario, mi sono accorta che il 29 giugno era la festività dei santi Pietro e Paolo, ed in questo post voglio parlarvi di una chiesetta di Bevilacqua dedicata al custode delle chiavi del Paradiso: San Pietro di Tillida, meglio conosciuta come “San Pierin”, il secondo edificio storico più importante nel paese dopo il castello.