lunedì 10 aprile 2017

Le “nuole” di Gilberto

Colonna sonora: Easy – Faith no more

Ad inizio anno vi avevo annunciato che, nella mia mente, balenava l’idea di riprendere delle collaborazioni e, perché no, avviarne anche di nuove. Ecco, in questo post vi presento una collaborazione iniziata da poco e che mi ha permesso di conoscere una persona straordinaria. Sto parlando di Gilberto Antonioli, giornalista e poeta di Verona, ma originario della bassa veronese ed esattamente di Sanguinetto. Un paio di settimane fa ho avuto l’onore di presentare “Nuole”, l’ultima sua fatica letteraria di poesie dialettali.




La collaborazione con Gilberto è nata in un modo piuttosto insolito e casuale…perciò, mettetevi comodi, perché è una storia piuttosto lunga.

fonte: profilo Facebook

Tutto è iniziato su Facebook l’anno scorso, Gilberto mi chiese l’amicizia. E non lo ha fatto come tutti, cioè mandandomi solamente la richiesta e, magari, un messaggio minatorio (ma solo a me succede che, se non rispondo entro tot minuti, la persona in questione si arrabbia?). Semplicemente ho ricevuto questo messaggio privato:

Ciao Laura. Sono Gilberto poeta e giornalista veronese. Ti dispiacerebbe se chiedessi la tua amicizia? Gz.

Beh, inutile dirvi che tanta galanteria mi ha positivamente impressionata! Ho accettato la sua amicizia ed ogni tanto, soprattutto negli ultimi giorni di vita di mio papà, avevamo occasione di scambiarci qualche messaggio privato. Nel frattempo avevo notato che lui, quasi quotidianamente, postava qualche sua poesia sul suo profilo e su altre pagine. E devo dire che mi piacevano, perché avevano un linguaggio molto ricercato, alla faccia di chi dice che il dialetto è da gente grezza ed ignorante...Destino, poi, ha voluto che lui presentasse uno dei suoi libri a Bevilacqua, ed io avevo scritto un breve trafiletto di presentazione della serata. Eppure, non era ancora ora giunto il momento di conoscerci…

La stessa cosa era accaduta a dicembre, ad un corso di aggiornamento a Verona. Anche lì, c’era pure lui, ma non ci siamo neanche incrociati.

A metà febbraio mi ha chiesto se potevo presentare il suo libro “Nuole” a Sanguinetto, all’ex oratorio di Santa Maria delle Grazie. Io, che non mi reputo una bravissima presentatrice, ho deciso di accettare. Oh, i propri limiti bisogna affrontarli! Tramite mail mi invia il libro, alcune sue interviste, le biografie dei lettori e del gruppo musicale della serata. Io, da brava, ho studiato ed ho scoperto la sua vita, i suoi mille lavori, i suoi mille interessi e l’adorazione per il suo nipotino (giuro, quando parla di lui gli si illuminano gli occhi). Insomma, scopro un uomo molto intelligente ed energico di quasi 80 anni!

fonte: pagina Facebook "AreaTv"

Finalmente, a metà marzo, riusciamo a conoscerci di persona. Eravamo entrambi a Verona ad un corso di aggiornamento ed abbiamo passato almeno un’oretta a chiacchierare…e poi c’è chi dice che i corsi dell’ordine non servono a nulla…

fonte: pagina Facebook "AreaTv"

La prima domanda che gli ho fatto è stata: «Gilberto, leggendo la tua biografia ho visto che hai una vita molto intensa. Ma come fai?!?!?». Veramente, Gilberto ha avuto (ed ha tuttora, anche se lui lo nega) una vita piena, ma non è una persona stressata, anzi: è molto tranquillo e rilassato.

Gilberto nasce a Verona il 25 giugno del 1937 ma, fino ai 10 anni circa, ha vissuto a Sanguinetto, avendo la mamma e la famiglia materna originaria del paese, che ha lasciato nel dopoguerra per trasferirsi a Verona. E’ sposato con l’artista Maria Teresa Cazzadori, ha due figli ed un nipotino che, come vi ho già detto sopra, adora.

L’infanzia a Sanguinetto, la vita nella civiltà contadina e la vita di città sono temi ricorrenti nelle sue poesie. Gilberto, in gioventù, ha studiato anche musica e pianoforte e, per quanto riguarda il contesto lavorativo, ha svolto ogni tipo di mestiere possibile. Cosa normale al tempo, come aveva fatto anche mio nonno da giovane. Ha fatto il contadino, l’operaio, il bancario, l’atleta, il calciatore, giornalista per testate locali e nazionali, dirigente di una società sportiva…insomma, di tutto e di più.

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

Ma il lavoro non è tutto nella vita ed ha portato avanti anche tante altre passioni. Ha fondato associazioni sportive e culturali, fa parte di accademie letterarie ed ha anche vinto premi letterari. Ha servito e cantato nel coro degli alpini. Ha fatto molto volontariato, è stato donatore di sangue premiato con la medaglia d’oro per le 50 donazioni. Ah, è anche Cavaliere della Repubblica.

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

Vi sembra sia troppo? Evidentemente per lui no perché, nonostante tutto quello che vi ho appena raccontato, ha trovato pure il tempo di studiare e laurearsi. Oltre al diploma di liceo classico e  diplomi vari…Gilberto ha ben 7 lauree! Ed io ho fatto fatica a prenderne una!

Una volta raggiunta la pensione, Gilberto ha continuato a tenere in allenamento la mente e si è dedicato alla scrittura. Finora ha pubblicato una ventina di volumi di poesie, 4 dei quali in dialetto veronese. Solo per darvi un’idea, nel 2016 ha pubblicato: “I doni del silenzio”, raccolta poetica; “Dino Campana alla ricerca degli spazi nascosti”, saggio letterario; “L’incertezza non è sempre confusione”, poesie; “Nuole”, poesie dialettali. E non escludo che, mentre voi state leggendo, lui sia già all’opera su un nuovo libro.

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

Le sue opere, poi, appaiono anche su diari e antologie: l’ultima, in ordine di tempo, “Il segreto delle fragole”, una raccolta poetica di 6 poeti veneti, edita da Lietocolle. Altre sue opere sono state musicate, altre ancora tradotte in lingue straniere…insomma, Gilberto entra di diritto tra gli “ottantenni straordinari” che ho conosciuto finora nella mia vita (oltre a mio nonno, segnalo anche il liutaio Franco Merlo)!

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

Ma di cosa parlano le poesie di Gilberto? Che cosa le caratterizzano? Che cosa le distinguono dalle altre poesie dialettali? Beh, innanzitutto, c’è una grande ricercatezza del linguaggio, sia nelle composizioni in italiano sia in quelle in dialetto.

Nel caso di “Nuole”, il dialetto diventa musicale con gli endecasillabi classici, con versi ipermetri, assonanze interne ed allitterazioni. Ok, ve lo spiego con una poesia. Piccola premessa: la mia traduzione non è letterale al 100%, perché alcuni termini non esistono in italiano.

“Strapego i me pensieri / trascino i miei pensieri
par le strade de Verona”/ per le strade di Verona

penso a Giulieta che sghima dal balcon / penso a Giulietta che sospira dal balcone
e vedo passar Monteci e Capuleti/ vedo passare Montecchi e Capuleti
da piassa de le Erbe a quela dei paroni / da piazza Erbe a piazza dei Signori
stressando longo i vicoli più streti de Verona / strisciando lungo i vicoli più stretti di Verona

su la cità stramassa strissie grise e orbe / sulla città passano strisce grigie e scure
l’ombria de i campanili se struca sora i muri / l’ombra dei campanili si stringe sopra le mura
fra arie de misteri, de lota e de comploti / tra arie di misteri, di lotta e di complotti
el destin de i veronesi se incarta e se ingarbuia / il destino dei veronesi si incarta e si ingarbuglia

e quando sona el rengo se mucia le contrade / e quando suona il canto si riuniscono le contrade

ma de scondon, en fià dopo le diese, / ma di nascosto, poco dopo le dieci
Romeo Montecio camina su la piassa, / Romeo Montecchi cammina sulla piazza
l’ombria se slonga, la storia se fa dura /  l’ombra si allunga, la vicenda si fa difficile
le passare se sconde soto i archi par paura / i passeri si nascondo sotto gli archi per la paura

sora el balcon Giulieta la lo speta / sopra il balcone Giulietta lo aspetta
canta nei so niai le rondere rosari / nei loro nidi le rondini recitano rosari
se sbianca i archi e pianse le finestre / impallidiscono gli archi e piangono le finestre
se sgionfa in cel le nuvole de griso / si riempie il cielo di nuvole grigie

i misteri de Verona che ne ciama / i misteri di Verona che ci chiamano
i è segnai de pensieri sderenà / sono segnali di pensieri disperati
ci sparla de noaltri se condana / chi sparla di noi si condanna
a vedarse sgognar senza pietà / ad essere messo alla gogna senza pietà  

(Giulieta e Romeo)

Tutti conoscete il dramma di Romeo e Giulietta, ma in questo componimento c’è qualcosa in più. Mentre la città di Verona vive la sua vita tumultuosa (passioni politiche, faide tra famiglie), Romeo avanza intrepido verso la casa di Giulietta. I due amanti non sanno a cosa stanno andando incontro, ma la natura attorno a loro sì.

Romeo e Giulietta - Francesco Hayez
fonte: wikipedia.com

Nelle poesie di Gilberto si parla d’amore sotto tutti i suoi aspetti: platonico, sensuale, carnale e anche della gelosia.

L’è straca l’aria del la sera / è stanca l’aria della sera
che mi voria tocar serando i oci, / che io vorrei toccare chiudendo gli occhi
slusini che se imbombega de scuro, / luccichii che si riempiono di scuro
se confondo el ciaro de la sera e de matina / se confondo il chiaro della sera e della mattina

ne la grisa confusion che se roveia / nella grigia confusione che si arrovella
su le onde del tempo che ne cuna, / sulle onde del tempo che ci cullano,
mi te tegno presonera, ‘n te la mente, / io ti tengo prigioniera, nella mia mente
e te struco pianin ne l’esitensa / e ti stringo piano piano nell’esistenza

tochi de cel me par le to caresse / tocchi di cielo mi sembrano le tue carezze
disegnade delicate su la facia, / disegnate delicate sulla faccia
e brividi de oie i è le ociade tue / e brividi di voglie son le tue occhiate
che s’engarbuia cocolando el me pensier / che si ingarbugliano coccolando il mio pensiero

ne la dansa che s’ingropa d’emossion / nella danza che si ingarbuglia l’emozione
mi te vedo tuta bela nel tramonto, / io ti vedo tutta bella nel tramonto
ma la note la rebalta drento i sogni / ma la notte rovescia dentro i sogni
el to color che sparisse ne l’ombria / il tuo colore che sparisce nell’ombra.

(El to color)

Da non trascurare, poi, anche l’amore spirituale, visto che Gilberto non solo è un uomo molto religioso ma, una delle sue lauree, è proprio in teologia.

Il bacio - Francesco Hayez
fonte: wikipedia.com

Un altro argomento molto a cuore a Gilberto è la memoria. A partire dall’infanzia, dove tutto sembrava gigantesco, la vita di campagna e ricordi di vita, come i giochi con i figli.

Quan vedea zugar i me butini / quando vedevo giocare i miei bambini
me ciapava ‘na contentessa slangoria, / mi prendeva una grande gioia
che se intrufolava, se risolava, / si intrufolava, si ristorava
se scrioltolava dentro de mi / si rivoltava dentro di me

i me butini i è deventadi grandi / i miei bambini sono diventati grandi
portandome lontan dai me pensieri / portandomi lontano dai miei pensieri

me sento su ‘na piera piena de busi / mi siedo su una pietra piena di buchi
che par che i me guarda / che sembra mi guardino
e che i capissa, fasendome l’oceto, / e che capiscano, facendomi l’occhiolino
che è invià vegnerme ‘n fia’ de nostalgia / che mi sta venendo un po’ di nostalgia

ripenso ai zughi e me sento tanto ben / ripenso ai giochi e mi sento tanto bene
me par de essar in compagnia / mi sembra di essere in compagnia
de qualcossa ch’è passà e torna indrio: / di qualcosa che è passato e torna indietro
la contentessa l’è ‘n piaser: l’è tuto mio / la contentezza è un piacere: è tutto mio

vedo ancora, zugar, i me butini / vedo ancora giocare i miei bambini,
se struca el cor, me s-ciaro de boresso / mi si stringe il cuore, m’illumino di immenso

(Zughi dei me butini)

fonte: www.etnolaboratorio.org

Ma Gilberto parla anche del presente nelle sue poesie. Parla di guerra, attualità politica, i problemi del nostro bel paese e anche di chi vuole continuare ad illudersi, che vada tutto bene.

Se sente dapartuto en gran bacan, / si sente dappertutto un gran baccano,
un ciaso sordo che imberla fin le recie, / in chiasso che storce persino le orecchie,
sentense sensa sconti che fa tremar le vecie, / sentenze senza sconti che fanno tremare le vecchie,
s-ciochi improvisi che fa baiar el can / colpi improvvisi che fanno abbaiare il cane

se voria scurtar el nostro gran stival, / si vorrebbe accorciare il nostro grande stivale,
par farlo a ponta, come un bel bocal, / per farlo a punta, come un bel boccale,
se voria imitar altre nassion vissine, / si vorrebbe imitare le altre nazioni vicine,
che de le olte saludemo co ‘na mota de moine / che a volte salutiamo con tante moine

te senti un che parla come i dotoroni, / senti uno che parla come i dottoroni,
el mete in riga tuti ance se i è boni, / che mette in gira tutti anche se sono capaci,
altri fa teoremi, i mete zo memorie, / altri fanno teoremi, scrivono memorie,
tuti i ‘taliani scrive le so storie /t utti gli italiani scrivono le loro storie.

gh’è gente che a posto pararia, / c’è gente che sembra a posto,
ma l’è messa in galera se no la s’à pentia, / ma viene messa in galera se non si è pentita,
gh’è par spaento ci vol colaborar / c’è chi per paura vuole collaborare
e invesse de star drento el seguita a robar / e invece di stare in cella continua a rubare

se parla sempre più de consussion, / si parla sempre più di concussione,
che prima de adesso nessun savea ‘sa l’era, / che prima di adesso nessuna sapeva cos’era,
se zonta pentimenti a corussion, / si aggiungono pentimenti a corruzione,
che anca sensa proe la pol butarte a tera / che anche senza prove può buttarti a terra

ogni tanto, par quel che s’à sentio / ogni tanto, per quello che si è sentito,
no i mete più in preson un che s’à pentio / non mettono più in prigione uno che si è pentito
someia, insoma, l’Italia a ‘n gran bordèl, / assomiglia, insomma, l’Italia a un gran bordello,
semo a la deriva: salvemo sto batèl / siamo alla deriva:salviamo questo battello.

(Salvemo sto batèl)

fonte: vignetteagj.blogspot.it

Ecco, se vi ho incuriosito, se volete conoscere Gilberto e comprare i suoi libri, vi basta seguirlo su Facebook per poter essere aggiornati sulle sue  presentazioni.

fonte: pagina Facebook "La Pianura Cultura"

Vi anticipo, però, che presto sarà di nuovo nella bassa veronese. Il 4 maggio, alle 20.30 nella biblioteca comunale di Nogara,  Gilberto parlerà del suo percorso di vita letterario, assieme ad Augusta Celada e Giuseppe Vaccari, letterati che vi spiegheranno la poetica di Gilberto mille volte meglio di come l’ho spiegata io in questo post. Ah, nota a margine, la conduttrice di questa serata sarò io.



P.S. Cosa ha risposto Gilberto alla mia domanda iniziale? «E’ tutta questione di testa».


1 commento:

Gilberto Antonioli ha detto...

Brava Laura...... sei stata davvero esemplare...... d'altra parte con la parcella che pretendi devi, necessariamente, segnalarti per bravura.....ciao alla prossima

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