venerdì 19 maggio 2017

La “nuova” chiesa di Bonavigo


Aprile è stato un mese che mi ha vista impegnata su più fronti (contemporaneamente, aimè). Lavoro, vita privata, aggiornamenti professionali, presentazioni di libri, giardinaggio…e così ho trascurato il blog. Tenete conto, poi, che nella bassa è tempo di elezioni e tanti, improvvisamente, sono diventati nervosi ed irritabili. Incluso il mio fidanzato, che ha deciso di ricandidarsi come consigliere comunale qui a Cerea (in questo post vi ho accennato cosa significa vivere accanto ad una persona politicamente impegnata). Perciò, da buona veneta, ammetto di essermi lasciata andare ad epiteti poco lusinghieri nei confronti di Dio, Gesù, la Madonna, tutti gli angeli ed i santi…da qui la necessità di riconciliarmi con la mia parte spirituale. Fortunatamente, il 13 maggio si è svolta la cerimonia di consacrazione della chiesa parrocchiale di Bonavigo e quale migliore occasione per ritrovare la pace interiore parlandovi di questa chiesa?

fonte: mapio.net


Si, lo so, a vedersi non è eccezionale. Spero che il parroco, il sindaco e tutti i residenti di Bonavigo mi possano perdonare per quello che sto per dire: è un po’ bruttina…ma mai quanto quella di san Vito a Cerea! Non è la prima volta che vi parlo delle chiese di Bonavigo; vi ho già raccontato le storie della pieve di Santa Maria della Ciusara e del santuario della Madonna di San Tomaso. Oltre alla parrocchiale, c’è anche la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, nella frazione di Orti, e gli oratori nelle contrade Saletto, Bernardine e Pilastro. Col tempo vi parlerò anche di quelli.

Comunque, questa chiesa venne costruita tra il 1955 e il 1956 su progetto dell’architetto Paolo Rossi de Paoli (autore dei disegni delle altre opere pubbliche), che doveva essere un amante dello stile neoromanico, ed inaugurata il 13 ottobre 1956 dall’arcivescovo Giovanni Urbani.

Il progetto prevedeva anche un battistero ed un campanile, mai realizzati.
fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 169

La facciata è rivolta a sud, fatta a capanna con mattoni a vista, con un ampio portale e due porte laterali. Sopra la porta principale c’è un riquadro a bassorilievo con l’iscrizione “Deo opt max. s.cto Yohanni Bapt. Dic.”, cioè l’intitolazione a san Giovanni Battista. Credo che tutti voi conosciate la storia della decollazione del santo, avvenuta per mano di re Erode, per soddisfare la richiesta della figliastra Salomè (in realtà convinta dalla madre Erodiade) dopo averlo ammaliato con la danza dei sette veli. Dell’episodio, oltre alla Bibbia, ne parla anche Oscar Wilde.

San Giovanni Battista - Roberto Ferri
fonte: www.pinterest.com

Sempre all’esterno, sul lato destro, è presente un porticato, realizzato nel 2004 dall’architetto Luciano Raineri. Su questo lato, inoltre, si trova anche l’ingresso laterale della chiesa.

fonte: www.prolocobassoveronese.it

All’interno troviamo un’unica sala rettangolare mentre il presbiterio, cioè dove si trova l’altare, è rialzato di due gradini ed è più piccolo rispetto alla sala. La pavimento è in marmo beige-rosato di Chiampo.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo" 

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

L’interno è un susseguirsi di archi a tutto sesto, sorretti da grandi pilastri che creano delle nicchie laterali, ognuna dedicata ad un santo. In particolare, una di queste è dedicata alla Madonna di Fatima e ne approfitto per parlarvi della devozione mariana nella bassa veronese, visto che maggio è anche il mese mariano.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

Perché il mese di maggio è dedicato alla Madonna? E perché proprio maggio e non, che ne so, ottobre? Innanzitutto, il mese mariano è uno degli appuntamenti liturgici più importanti per la chiesa cristiana perché ricorda la sua tradizione più antica, cioè il processo di cristianizzazione del culto pagano verso la madre terra e il rifiorire della stagione primaverile.
Il cristianesimo delle origini non aveva altre forme di devozione se non a Dio Padre, perciò elemento maschile, mentre le religioni pagane veneravano divinità materne e allo stesso tempo vergini, cioè elementi femminili. Capite bene queste religioni non avevano nulla in comune e, a queste condizioni, per i primi cristiani sarebbe stato impossibile raccogliere nuovi adepti. Così decisero di ampliare le forme di culto, accettando alcune (non tutte) contaminazioni dei culti pagani, avvicinando la nascente religione e favorendone l’adesione, poiché aveva elementi familiari con le pre esistenti religioni pagane. Maria venne associata alle divinità pagane femminili e l’ufficialità avvenne durante il concilio di Efeso nel 431 d. C., dove il culto della Vergine Madre venne sovrapposto a quello di altre due dee femminili: la Madre Terra Gea, dea primordiale, legata alla rinascita della terra e alla primavera; la dea Maia, alla quale erano dedicati il mese di maggio e le rose.

La dea Gea in un bassorilievo all'Ara Pacis di Roma
fonte: mishawalk.blogspot.com

Ma perché proprio maggio? In realtà, la dedicazione di questo mese alla Madonna risale tra il ‘600 e il ‘700, quando vengono realizzati canti, preghiere, pratiche devozionali e testi di meditazione da recitare nei diversi giorni del mese (tipo calendario dell’Avvento, per intenderci). Ma è solo nel 1725 che tutto viene messo nero su bianco. Il padre gesuita Dionigi, infatti, pubblica a Verona un libretto dal titolo “Il mese mariano”, dove consiglia e regolamenta tutte le pratiche devozionali da svolgersi nel mese di maggio in onore della Madonna. Tra queste ci sono preghiere e rosari da recitare al termine della giornata di lavoro nei campi, a ringraziamento del raccolto, ed essendo la bassa veronese una zona a prevalenza rurale ancora oggi molte persone si ritrovano presso capitelli o corti private per recitare il rosario a fine giornata. A Bonavigo, inoltre, si svolge una processione tra le vie del paese.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

Ma torniamo alla chiesa. Il presbiterio è sovrastato da una volta a botte, con un dipinto raffigurante l’agnello pasquale.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

Anche l’altare è in marmo e, durante la consacrazione, sono state incastonate alcune reliquie.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo" 

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo" 

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

Ma l’elemento di maggior pregio della chiesa è la pala sopra il presbiterio.

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"

Venne realizzata verso la fine del 1500 da Francesco Montemezzano, uno degli allievi veronesi di Paolo Caliari, detto “il Veronese”, e rappresenta la “Nascita di San Giovanni Battista”.

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 189

E’ il momento successivo al parto. In primo piano vediamo le levatrici che lavano il nascituro mentre in secondo piano, nell’ombra, vediamo i vecchi genitori di san Giovanni Battista: la madre Elisabetta, stremata dalle fatiche del parto, ed il padre Zaccaria, che la conforta. Sullo sfondo, attraverso una finestra, vediamo una città (forse Gerusalemme) e gli angeli cherubini che annunciano la nascita. Ma l’attenzione è catturata da un elemento in basso a destra, ovvero il gatto. Questo è un espediente utilizzato da Montemezzano per dare un punto di origine alle figure nel quadro.

Studiare educazione artistica alle medie è servito a qualcosa…

A questo punto una domanda sorge spontanea: ma cosa ci fa una pala cinquecentesca in una chiesa degli anni ’50? Ebbene, questa pala è una delle pochissime cose che restano della vecchia chiesa, la cui storia è strettamente legata a quella del paese.

In origine, la chiesa parrocchiale si trovava sotto l’argine del fiume Adige, dove c’era anche la vecchia piazza del paese, ora adibita a parco. Si trattava di un’antica pieve romanica, documentata nella bolla di papa Eugenio III del 1145 ed intitolata a san Giovanni Battista.

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 175 

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 148

Negli anni passò sotto la giurisdizione di tanti ordini religiosi. Dalle visite vescovili, sappiamo che nel 1526 era guidata dal monastero di Sant’Angelo in Monte di Verona, che dal 1627 al 1670 venne retta dai Canonici di San Antonio in Alga di Venezia, che dal 1670 al 1769 venne gestita dai padri Camaldolesi di San Michele di Murano e, infine, dal clero di Verona.

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 185 

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 186 

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 186 

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 187

Negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale Bonavigo, come tutti i paesi che si trovavano lungo la riva del fiume Adige ed erano serviti da un ponte, subì pesanti bombardamenti. Al termine della guerra, il paese non solo era un cumulo di macerie ma anche la chiesa era gravemente danneggiata.

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 168 

fonte: "Bonavigo. Il territorio, gli uomini, il fiume" pag. 169

Ristrutturarla era impossibile e, nonostante le proteste della popolazione e la raccolta firme del Comitato di Liberazione Nazionale per scongiurarne la demolizione, alla fine del 1945 la chiesa venne abbattuta.

Nel 1946 l’allora parroco don Antonio Gennari si rivolse ad Aquilina Lugo, la maggiore possidente terriera di Bonavigo, chiedendole un aiuto per la ricostruzione. La stessa cosa fece, qualche anno dopo, il sindaco Gaentano Bicego che, per timore che un altro conflitto mondiale potesse distruggere di nuovo il paese (e non aveva tutti i torti), aveva deciso di ricostruirlo lontano dal ponte e dal fiume. La signora Lugo donò ben 19174 metri quadrati di sua proprietà, oggi centro del paese, sulla quale furono costruiti la chiesa parrocchiale, la casa canonica, il ricreatorio-centro giovanile, le scuole primarie, il municipio, via Trieste (la strada principale) e le case popolari. Secondo voi, come si chiama la piazza? Piazza Aquilina Lugo, ovviamente! 

fonte: pagina Facebook "Parrocchia san Giovanni Battista Bonavigo"



P.S. C’è un motivo perché ho preferito questo brano rispetto ad uno religioso. A cantarla è Chris Cornell, voce storica dei Soundgarden, Temple of the dog e Audioslave, suicidatosi martedì notte al termine di un concerto a Detroit. Per chi ha vissuto l’adolescenza (come me) o la giovinezza negli anni ’90, gli anni d’oro del grunge (o Seattle music), la sua voce è stata la colonna sonora di una fase importante della propria vita. Ho consumato il cd “Superunknown” dei Soundgarden a forza di ascoltarlo e ancora oggi canto “Black hole sun” a squarciagola. Perciò questa colonna sonora è una scelta sentimentale. E poi non è anticattolica, come può sembrare al primo ascolto (Cornell è cresciuto in ambiente cattolico e ha frequentato scuole cattoliche), ma è contro il materialismo che gira attorno alla chiesa.

1 commento:

Unknown ha detto...

Non posso che ringraziarla per questo post.
Sono finito qui per caso, cercando immagini che mi aiutassero con la tesi ed ho imparato cose che non conoscevo.
Grazie!

Marco

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