venerdì 14 luglio 2017

Palazzo Garzoni – Vesentini


Torno dopo tanto, troppo, tempo di assenza dal blog. Esattamente due mesi, durante i quali è capitato un po’ di tutto. Il fatto più importante, sicuramente, è che il mio fidanzato non è stato rieletto nell’ex gruppo di maggioranza e neppure in consiglio comunale. Una batosta per lui, che per 10 anni ha speso energie e sacrificato il proprio tempo libero per il paese…ma, si sa, non si discutono le scelte le popolo! In ogni caso, la politica non è tutto nella vita ed ora che è più libero possiamo riprenderci i nostri spazi di coppia e pensare a cose più importanti (la politica può dare soddisfazioni personali ma, allo stesso tempo, toglie tanto nelle relazioni con le persone più care). Così sabato scorso abbiamo partecipato ad una serata di musica lirica, che si svolgeva a palazzo Garzoni – Vesentini a Boschi Sant’Anna, una residenza privata che festeggiava il proprio “compleanno” perché realizzata nel 1517. Una villa cinquecentesca sperduta tra i campi e sconosciuta ai più ma molto, molto suggestiva.



La villa si trova in località Fittanza, una zona di confine tra la frazione di Boschi San Marco nel comune di Boschi Sant’Anna e tra la frazione di Marega nel comune di Bevilacqua, alla fine dell’omonima stradina bianca.

Neppure la Google car si è addentrata fino in fondo…
fonte: googlemaps

Per Boschi Sant’Anna questa villa è molto importante. E’ l’edificio più antico e, attorno ad esso, ha avuto origine il nucleo principale del paese.


La storia della villa inizia nel 1506. In quell’anno Francesco Garzoni, nobile veneziano, acquistò all’incanto (cioè all’asta) dalla Repubblica di Venezia un latifondo composto da circa 1000 campi, attraversato dallo scolo Morando. I Garzoni erano patrizi veneziani e facevano parte delle cosiddette “Casade Novissime”, cioè quelle famiglie che erano entrate a far parte dell’aristocrazia del governo della città di Venezia e della Serenissima per meriti conseguiti nella guerra di Chioggia, avvenuta nel 1381. Una delle famiglie più note di queste “casade” erano i Polo, commercianti, dei quali ricorderete sicuramente l’esponente più famoso Marco Polo, autore de “Il Milione”. I Garzoni erano ricchi banchieri e, oltre a lasciare la propria testimonianza nella toponomastica veneziana, a Venezia possiamo ancora ammirare e visitare il palazzo di famiglia affacciato sul canal Grande.

Palazzo Garzoni
fonte: Di Deror avi - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6929936

Ma torniamo all’avventura dei Garzoni a Boschi Sant’Anna. Appena giunti qui, la prima cosa che fece costruire Francesco è la parte centrale della villa, dotata di torre colombaia. Negli anni successivi, ed esattamente nel 1517, questa prima parte venne inglobata in una successiva struttura.

Torre colombaia inglobata

Ma è nel 1550 che la villa acquistò l’aspetto odierno. Venne, infatti, ulteriormente ampliata con la nuova ala a sinistra dove, sul piano rialzato, vennero realizzati un ampio salone e due stanze laterali; il tutto secondo lo schema rinascimentale delle ville venete dell’epoca. Nella concezione architettonica emergono alcuni elementi tipici di Michele Sanmicheli, tra i maggiori architetti veronesi del 1500 e, perciò, si ipotizza che dietro a questo ampliamento ci sia l’archistar dell’epoca.


Ingresso
fonte: irvv.regione.veneto.it 

Foto d'epoca
fonte: irvv.regione.veneto.it 

Poco nulla si conosce sulle vicende storiche e guerresche della villa, ma dai resti si può intuire l’importanza che ha rivestito nei secoli scorsi. In passato, attorno alla struttura, si trovavano delle prigioni e, nelle vicinanze, un pozzo “rasador”. I “pozzi rasoio” erano pozzi rivestiti di coltelli e lame affilate dove venivano gettati dentro i condannati a morte. Una morte atroce, lenta e dolorosa, ma che fa capire una cosa fondamentale: i Garzoni non si limitavano a coltivare ed amministrare i campi in estate e a passare il resto dell’anno a Venezia, come facevano molti nobili dell’epoca. Loro governavano il paese ed avevano ampi poteri!

Questo disegno racconta della leggenda del pozzo "rasador" all’interno del “Palazzon del Diaolo” a Sorgà, giusto per darvi un’idea di com'era fatto
fonte: www.prolocobassoveronese.it

L’altro elemento che permette di capire l’importanza della famiglia si trova nelle cantine della via, ossia i resti di una darsena, cioè un bacino d’acqua artificiale utilizzato per l’ormeggio e il rimessaggio delle imbarcazioni. Probabilmente i Garzoni, utilizzando le sandole (tipiche imbarcazioni delle Valli Grandi Veronesi), navigavano i numerosi canali della bassa e, chissà, magari raggiungevano anche Venezia. Viceversa, anche qualche amico nobile veneziano poteva far visita ai Garzoni attraccando nel loro porticciolo privato, magari figure di spicco.

Una sandola attraccata nella palude del Brusà a Cerea
fonte: libro "La Riserva Naturale Palude Brusà - Vallette", pag. 59

All’esterno, costruiti in epoche successive, si trovano anche un rustico ed una barchessa. Di fronte all’ingresso si trova la tipica pavimentazione in terracotta delle corti venete.

Barchessa 

Rustico (dietro l'auto)

Pavimento corte

L’interno, invece, è affrescato.


Solo alcuni di questi affreschi sono visibili perché vincolati dalla Sovrintendenza (come lo è anche tutto il palazzo) ma, in realtà, le pareti sono interamente affrescate. Come raccontava una delle sorelle proprietarie della villa, la maggior parte degli affreschi è stata coperta per evitarne dalla rovina…il restauro di un affresco non costa poco…

La villa e le proprietà circostanti rimasero di proprietà della famiglia fino al 1758, quando la Repubblica di Venezia era ormai agli sgoccioli. In quell’anno la proprietà passò a Nicolò Contarini, altro nobile del luogo. Si dice che sia stato lui ad ordinare di distruggere le prigioni ed il pozzo, forse per cancellare quanto fatto dalla famiglia precedente. La famiglia Contarini rimase proprietaria dell’area fino al 1821, quando passò alla famiglia Bassani, israeliti di Verona. Nel 1910 villa e possedimenti vennero venduti alla famiglia Rinaldi e, successivamente, passò di mano agli Aldegheri e ai Vesentini, gli attuali proprietari.

Foto d'epoca della corte
fonte: irvv.regione.veneto.it

La villa, come vi ho detto all’inizio, è privata ma, su richiesta, le proprietarie sono disponibili ad aprire l’edificio per una visita, ovviamente prenotando con largo anticipo. Beh, inutile dirvi che, prima o poi, chiederò anch’io di poterla visitare, così magari posso scrivere un altro post!

Ma, stando a quanto raccontava una delle proprietarie, i Garzoni non sono stati i primi ad abitare la zona. Anni fa, credo attorno agli anni ’50-’60, nei campi circostanti vennero ritrovati i resti di una antica villa romana, con tanto di tombe di famiglia annesse. I reperti, probabilmente, saranno dentro uno dei tanti scatoloni nei magazzini della Sovrintendenza di Verona (assieme a tutto ciò che è stato ritrovato nella provincia).

La zona in una mappa del 1850
fonte: mapire.eu

P.S. Sono sempre di più i proprietari di antiche ville della zona che aprono al pubblico, creando eventi ad hoc, o per matrimoni e cerimonie varie. Il motivo è presto detto: mantenere questi edifici costa e se non adeguatamente valorizzati, rischiano di cadere in rovina o nel dimenticatoio. Ovviamente, essendo luoghi privati, sono i proprietari a decidere le modalità di accesso: alcuni possono chiedere una partecipazione di prenotazione, altri possono decidere di far pagare un biglietto di ingresso simbolico, altri possono accettare un limitato numero di persone. In ogni caso, se siete in zona e venite a sapere di un evento in una di queste ville, vi consiglio vivamente di parteciparvi; contribuirete a mantenere vivo il patrimonio artistico e storico locale.


P.S. 2 Ho scelto questa colonna sonora perché è stato uno dei brani che la coppia Sara Pretegiani e Giovanni Battista Palmieri, rispettivamente soprano e tenore, hanno cantato.

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