venerdì 25 agosto 2017

Cavalli a Cherubine


La fine di agosto si sta avvicinando, la nuova ondata di caldo si chiama Polifemo e la bassa veronese pullula di feste paesane, che vedranno il loro culmine a settembre. Ogni festa ha la sua particolarità e, volendo, avrei potuto sceglierne una a caso e parlarvi di quella, ma per questo post ho deciso di fare una scelta campanilistica, un po’ obbligata anche dalle note di Matteo Tarantino che, ieri sera, hanno allietato la mia nottata. A Cherubine, frazione di Cerea, si sta svolgendo la 39esima edizione della “Festa del cavallo”, una manifestazione che da anni trasforma il campo sportivo locale nel centro nevralgico degli amanti del ballo liscio e dei cavalli. Un bombardamento pubblicitario mediatico che inizia già a fine luglio, che rende impossibile a qualunque residente del paese dimenticarsi dell’esistenza di questa festa.



La festa nasce alla fine dell’estate del 1978. Negli anni ’70, la nostra zona viveva tra due mondi: da un lato c’era la modernizzazione agricola, che aveva portato nei campi trattori e trebbie; dall’altra c’era ancora una certa nostalgia per la civiltà contadina e, qualche contadino, aveva ancora il suo cavallo nella stalla. Non era raro, infatti, imbattersi in contadini che andavano a cavallo, spesso non percorrendo strade asfaltate, trainando la “baracchina”, un biroccio sul quale faceva bella vista il bidone del latte appena munto da portare al caseificio. Immaginatevi la curiosità che poteva destare nei bambini e negli anziani…

"Baracchina" o biroccio
fonte: www.wiver.it

Ma il cavallo era ancora usato come passatempo. Nei pomeriggi estivi e, soprattutto, nelle tranquille e noiose domeniche, alcuni amanti del cavallo erano soliti incontrarsi a Cherubine, in un campo dismesso. Qui, dopo aver recuperato vecchi e malandati birocci dai fienili, si lanciavano in vere e proprie sfide alla “Ben Hur”…col rischio che, prendendo buche o andando addosso a materiale abbandonato nei campi, si rompessero calesse e fantino! Insomma, le classiche gare di “virilità” che gli uomini devono fare tra di loro per dimostrare di essere dei veri “maschi dominanti” e più sono pericolose, più a loro piacciono (donne, rassegnamoci, certe cose dell’universo maschile non le capiremo mai).

Ben Hur, ma chi sei…
fonte: www.hollywoodreporter.com

Anno dopo anno, questi incontri attirarono sempre più curiosi, partecipanti e, oltre ai cavalli, alle sfide si aggiunsero anche i pony. Così, alla fine dell’estate del 1978, queste gare si trasformarono in una vera e propria festa popolare, con tanto di tifo da stadio per i beniamini del pubblico. Dopo il successo di questa prima edizione, ne seguirono altre negli anni successivi, grazie anche al passaparola che contribuì ad aumentare la curiosità e l’interesse.

Nel 1985 avviene il primo salto di qualità e la “Festa del cavallo” inizia ad assumere la fisionomia di una vera festa organizzata, abbandonando le improvvisazioni dei primi anni. Anche le sfide ippiche diventarono, via via, di qualità con gare di agilità, gimcana e ostacoli. Una scelta che aprì la partecipazione ad ancora più cavalli e cavalieri.
Tornerò più tardi a parlarvi dei cavalli perché, da noi, una festa non è tale se non si balla il liscio e, negli ultimi anni, la “Festa del cavallo” di Cherubine è diventata famosa per questo. Non ci credete? Guardate che pista da ballo!

fonte: profilo privato Facebook

Visto che roba? 14x24 metri di pista in acciaio, un numero imprecisato di sedie, un palco enorme da far invidia pure a Vasco Rossi…Chi non vorrebbe esibirsi su un palco così?

fonte: profilo privato Facebook 

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Sì, c'è anche un'area gonfiabili per i bambini
fonte: profilo privato Facebook

Il programma, poi, vede protagonisti il meglio del meglio del mondo del liscio, già visti nelle trasmissioni di “Canale Italia”, canale televisivo tanto amato da mamme/nonne/zie.


In passato, si sono esibiti anche cantanti dal calibro di Ruggero Scandiuzzi, Mauro Levrini, Titti Bianchi e tanti altri che ora non ricordo. Insomma, mica gente da niente e ovviamente ogni sera c’è il pienone!

fonte: profilo privato Facebook 

Matteo Tarantino live
fonte: profilo privato Facebook 

fonte: profilo privato Facebook

Ma torniamo ai cavalli. L’appuntamento più atteso della festa è la sfilata per le vie di Cerea nella prima domenica di settembre che, quest’anno, scade il giorno 3. Dagli anni ’80, infatti, le gare dei cavalli sono precedute da questa sfilata, uno degli eventi da non perdere per noi ceretani, grandi e piccini.


La sfilata dura circa mezz’ora e, a mano a mano che i cavalli e i cavalieri percorrono le strade, queste sono chiuse temporaneamente al traffico. Perciò, chi si trova bloccato in quel momento, invece di inveire contro i vigili che stanno semplicemente svolgendo il proprio mestiere, potrebbe fermarsi ed ammirare lo spettacolo. In via Paride, che è la via centrale di Cerea (informazione per chi non conosce la zona), viene allestito il palco d’onore, dove il sindaco con fascia tricolore e le altre autorità militari salutano i cavalieri.

Ad aprire la sfilata ci sono i Corpi Militari dello Stato, che di anno in anno si avvicendano. Ricordo le Guardie Forestali (coi cavalli più belli che abbia mai visto), la Polizia di Stato, lo storico Reggimento di Artiglieria a Cavallo in divisa d’epoca, i Carabinieri a cavallo, i Ranger d’Italia (che fanno sfilare i cavalli in dressage) e la Cavalleria di Napoleone.




Seguono poi le carrozze, circa una ventina, tirate a lucido e nei vari modelli.








Infine, chiudono la sfilata i tanti cavalieri in sella ai cavalli, seguiti da genitori e bambini in bicicletta. Prima di tornare a Cherubine, i cavalieri fanno una sosta al parco comunale, dove viene offerto loro il “bicchiere della staffa”, un piccolo rinfresco.


 A questo punto vi starete chiedendo: «Ma con la cacca cosa si fa? La si lascia per strada?». Giusta osservazione. I cavalli sono esseri viventi e come tali espletano le loro formalità corporee ovunque, anche durante una sfilata (mica si fanno problemi, loro). Negli ultimi anni, le carrozze hanno iniziato ad usare uno stratagemma per ovviare al problema, chiamato “mutanda”. Tra il cavallo e la carrozza viene steso un sacco dell’immondizia nero aperto in due, in modo che le eventuali deiezioni dell’animale restino nel sacco (che a fine sfilata sarà gettato via) e non vadano per terra.

fonte: www.carrozzecavalli.net

Per il resto, quello che finisce a terra, viene raccolto dai netturbini a fine sfilata. Ma lungo il percorso non è raro imbattersi in persone che, col badile in mano, raccolgono quanto lasciato dagli equini e lo buttano nell’orto o nei fiori. Oh, è ottimo concime!

Comunque, tralasciando il discorso cacca di cavallo, se vi ho incuriosito e volete vedere anche voi la sfilata, lasciate che vi dia un paio di consigli. Per prima cosa, non parcheggiate lungo le vie della sfilata perché c’è il divieto di sosta. E’ vero che tanti non lo rispettano, ma se un cavallo si imbizzarrisce e vi calcia la macchina (il calcio di un cavallo è molto pericoloso) distruggendovi la carrozzeria…dovete prendervela solo con voi stessi! Altra cosa: abbiate buon senso! Rispettate una certa distanza tra voi e i cavalli, non avvicinatevi troppo mentre stanno camminando, non tagliate loro la strada e, se proprio volete accarezzarli, chiedete il permesso al cavaliere. Ho visto cavalieri disarcionati (e cadere sull’asfalto può avere gravi conseguenze) a causa di bambini che, in bicicletta, si sono avvicinati troppo ai cavalli e li hanno spaventati. E far calmare un cavallo imbizzarrito non è cosa facile…


 P.S. E la cucina? E’ quella tipica di molte sagre paesane e ve ne ho già parlato in questo post.


P.S. 2 Non pensate che ora le sfide di “virilità” siano tanto diverse. La settimana scorsa, a Castel d’Ario, un gruppo di uomini si stava sfidando con i propri fuoristrada su un terreno sterrato. A pensarci bene, sempre cavalli sono!

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